
di Lino DE MATTEIS
Alla fine del 2019, il neo rettore dell’UniSalento, Fabio Pollice, lanciava alle massime istituzioni della penisola salentina l’idea dell’elaborazione di un Piano programmatico per la crescita e lo sviluppo comune e coordinato del territorio. La proposta, approfondita in un vertice a Lecce, presso Palazzo Carafa, a gennaio 2020, dava corpo ad uno storico Protocollo d’intessa, poi ufficialmente sottoscritto tra la fine del 2020 e gennaio 2021, dai tre sindaci di Brindisi, Lecce e Taranto, dai rispettivi presidenti di Provincia e dallo stesso rettore, con questo nome: “Terra d’Otranto: dalle radici il futuro“.
Quel Protocollo che per la prima volta concretizzava, nero su bianco, uno spirito federalista tra le tre province salentine, rappresenta la base e la premessa istituzionale per l’elaborazione del Masterplan proposto dal rettore dell’UniSalento. Ma, dopo più di un anno, di quel masterplan non c’è ancora traccia. Probabilmente i firmatari sindaci Carlo Salvemini (Lecce), Roberto Rossi (Brindisi) e Rinaldo Melucci (Taranto), insieme ai presidenti di Provincia Stefano Minerva (Lecce), lo stesso Riccardo Rossi (Brindisi) e Giovanni Gugliotti (Taranto), non avevano fatto i conti con le risorse che sarebbero servite per portare avanti il progetto. Nell’autunno dello scorso anno, infatti, il rettore ha fatto sapere loro che occorre costituire un “ufficio di piano” per poter andare avanti nella elaborazione del Masterplan. E tutto si è fermato.
Il Protocollo ha una durata triennale e può essere, certo, rinnovato. Ma sulla necessità di reperire risorse per la costituzione dell’“ufficio piano” incombe l’incertezza dei rinnovi delle cariche elettive, che potrebbero interrompere quella congiunzione astrale di sensibilità politiche che ha portato alla sottoscrizione dell’intesa. A Taranto non è più sindaco Rinaldo Melucci e la città è amministrata da un commissario prefettizio fino al prossimo rinnovo elettorale, che potrebbe riconfermare il sindaco Melucci o forse anche no. A Brindisi il presidente della Provincia Riccardo Rossi ha lasciato l’incarico al vicepresidente Antonio Matarrelli, in attesa dell’elezione del prossimo presidente che potrebbe essere Matarrelli stesso oppure no. A Taranto il rinnovo del consiglio provinciale, che ha dato perfetta parità tra centrodestra e centrosinistra, potrebbe mettere in discussione la riconferma del presidente Giovanni Gugliotti. A Lecce la vittoria del centrosinistra nel consiglio provinciale dovrebbe garantire la rielezione del presidente Stefano Minerva.
È pur vero che un atto di indirizzo di tale portata, approvato, sottoscritto e protocollato dalle amministrazioni dei rispettivi enti locali resta valido anche a vertici mutati, a meno di una formale rinuncia dei vertici subentranti con atto ufficiale motivato. Ma proprio il rischio di questa volatilità politica dovrebbe spingere i sottoscrittori del Protocollo ad accelerare nella elaborazione del Piano per dare certezze programmatiche allo sviluppo organico della penisola salentina. Il Protocollo assegna al rettore il compito di organizzare e dirigere il “tavolo interistituzionale” che deve procedere alla elaborazione del Masterplan. Ma, come detto, il rettore ha però posto la necessità di risorse per mettere su l’“ufficio piano” necessario al funzionamento del “tavolo interistituzionale” agli enti sottoscrittori, che però hanno preso tempo.
Ad oggi, quindi, sembra tutto fermo. È invece necessario fare presto e trovare le risorse affinché un’iniziativa di alto valore simbolico e unitario, mai realizzata prima tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, non diventi simbolo dell’incapacità della classe politica che l’ha proposta a portare a termine le proprie iniziative.

















