A sinistra la penisola salentina geografica, a destra il Grande Salento costituito dalle tre province di Brindisi, Lecce e Taranto

di Lino DE MATTEIS

L’espressione geografica “Grande Salento” è una consuetudine terminologica che si è imposta, negli ultimi decenni, per designare l’insieme dei territori delle tre province di Brindisi, Lecce e Taranto. Sarebbe, infatti, anacronistico, oggi, voler indicare questo territorio col nome dell’antica “Terra d’Otranto”, che, pure, grosso modo, comprendeva la stessa area. “Terra d’Otranto”, inoltre, ha in sé una connotazione egemonica, richiamando un sistema di potere centralizzato che prevale e domina sul resto del territorio. Quella circoscrizione amministrativa, infatti, è stata storicamente, di volta in volta, dominata da un centro di potere feudale che aveva potestà e giurisdizione sull’intero territorio, sia che esso fosse collocato ad Otranto, come è stato all’origine, a Taranto o a Lecce.

Perché, allora, “Grande Salento” e non, soltanto, “Salento”? La risposta è semplice. Il territorio delle tre province comprende porzioni che non rientrano, dal punto di vista strettamente geografico, nella penisola salentina (come evidenziato nel grafico). Alcune zone a nord di Brindisi e a nord-ovest di Taranto sono fuori dal Salento geografico, delimitato da una retta che va da Chiatona (Massafra) a Savelletri (Fasano). Se le tre province coincidessero geograficamente con la penisola salentina non si porrebbe alcun problema, basterebbe il termine “Salento”. Poiché non si possono escludere quei Comuni fuori dalla penisola, in quanto facenti parte amministrativamente delle province di Brindisi e Taranto, si pone la necessità di estendere la denominazione del territorio prevalente, il Salento appunto, facendola diventare “Grande Salento”, per comprendere anche quei Comuni che altrimenti resterebbero fuori.

È vero che, come dice il rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice, «nel linguaggio geopolitico il termine “grande”, quando riferito ad un progetto territoriale, riflette assai spesso un intento autonomistico ed egemonico». Ma, come si può facilmente comprendere, non è il caso del “Grande Salento”, che è solo un’espressione geografica con cui si intende fotografare uno status quo, rappresentando paritariamente gli Enti locali che costituiscono le tre province, senza alcuna nostalgia di improbabili grandeur storiche, senza alcuna volontà di modifiche agli assetti istituzionali o di prevalenza di un capoluogo rispetto agli altri. Nessun intento autonomistico o egemonico, insomma, ma una semplice esigenza toponomastica per definire con un’espressione sintetica l’intero territorio, senza dover pedantemente ripetere ogni volta la lunga e poco pratica espressione “le province di Brindisi, Lecce e Taranto”. Tutto qui.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it