di Fernando DURANTE

La pioggia del Primo Maggio ha salvato la faccia agli zollinesi. Presentata come stimolante passeggiata, fra storia ed ambiente, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il confinante Martano, con il quale si è progettata una iniziativa comune, quell’annunciata camminata con visita ai pozzi che la tradizione popolare vuole risalenti a Pirro e dei pozzi di Apigliano, si sarebbe rivelata una presa in giro per gli ipotetici visitatori. Con ordine. L’iniziativa comune invitava i martanesi ad una gita fuori porta nel medievale villaggio di Apigliano (a circa tre chilometri dal paese), a contatto con la natura (è dell’ultimo minuto il rinvio al 7 maggio, causa pioggia). Per chi avesse voluto, poi, era suggerita anche una piacevole passeggiata di circa due chilometri per visitare le antiche pozze naturali poste sulla vecchia strada che conduceva a Zollino. Nonché i così detti pozzi di Pirro, all’ingresso del paese grico. Due presenze storiche fiore all’occhiello del paese. Purtroppo, però, quei luoghi, denuncia l’opposizione in comune – Pame – sarebbero stati abbandonati da tempo al degrado ed all’incuria di chi avrebbe dovuto proteggerli e non lo avrebbe fatto. Le accuse sono corredate da foto eloquenti. Le pozze naturali che gli zollinesi identificano come “quelle di Apigliano” si trovano a circa trecento metri dal sito medievale di posta. Sono invase da rovi e radici di alberi di fico. Impossibile da visitare. I pozzi, all’ingresso del paese, invece, sono ostruiti alla vista da erbe che si sono sviluppate nel tempo. Compreso quel passaggio attraverso quelle presenze storiche causa, qualche tempo fa, di polemiche per mancato rispetto di vincoli imposti dalla Sovrintendenza. La richiesta di replica alle accuse della minoranza avanzata al sindaco, Edoardo Calò, non ha avuto risposta.