Fernando DURANTE
“Roca Vecchia è Calimera — non solo Melendugno”. La rivendicazione di comune proprietà è presente in un commento sul profilo facebook di Renato Colaci, presidente del circolo “Kalimeriti-Ambrò pedia”. Perché, si legge, “ci sono luoghi che non si scelgono. Si ereditano, fanno parte del DNA di una comunità”, in questo caso dei calimeresi. La recriminazione è conseguente alla decisione del comune di Melendugno di far pagare l’accesso al sito archeologico ed alla famosa conca naturale della “Poesia”, “una delle dieci più belle conche naturali del mondo” (come giudica il noto giornale specializzato, “National Geographic”), a tutti i visitatori, esclusi i residenti nel comune di Melendugno.
A questo punto si è levata l’appassionata protesta del presidente di “Kalimeriti”. Perché, scrive Colaci, “per noi calimeresi, Roca non è soltanto una marina o un sito archeologico: è un pezzo della nostra memoria. È il mare delle estati, delle famiglie, delle amicizie, dei ricordi che si tramandano da una generazione all’altra”. Ed anche se, giustifica il vicesindaco del comune e delegato alle Marine di Melendugno, Mauro Russo, “in ogni sito di particolare pregio, come la Grotta della Zinzulusa, si paga un pedaggio”, il legame tra Calimera e Roca, risponde Colaci, “non nasce oggi e non è una rivendicazione di circostanza. È una storia vissuta. Tante famiglie di Calimera hanno costruito lì la propria casa, continuano a prendersene cura e a sentirla parte della propria identità”. E, “non è un caso”, continua la risposta, “che sia stato proprio un calimerese, Francesco Colaci, tra i primi a credere nel valore di quel luogo, contribuendo ad avviare quel percorso di riscoperta che ha restituito Roca al patrimonio culturale del Salento”.
Per questo, continua ancora il presidente di “Kalimeriti”, “fa riflettere che oggi l’accesso gratuito al sito archeologico sia riservato esclusivamente ai residenti di Melendugno, quando sarebbe più equo un biglietto più basso per tutti o, se proprio si deve esentare qualcuno, farlo per chi a Roca le tasse le paga davvero e per chi le sue marine le vive ogni giorno: Calimera, Vernole e Melendugno”. Ed a questo punto, avanza richiesta di chi, “pur avendo un’altra residenza, con Roca ha un rapporto autentico e profondo: i calimeresi che la vivono da sempre e i proprietari delle abitazioni che, anno dopo anno, contribuiscono concretamente alla vita del territorio”. In chiusura del commento, Colaci sottolinea che, “non chiediamo privilegi. Chiediamo il riconoscimento di una storia condivisa e di un legame che nessun certificato di residenza può raccontare fino in fondo”.


















