Gentile direttore,
a supporto del tuo appassionato convincimento che è auspicabile la crescita dello spirito confederativo, in quanto apporterebbe benefici alle tre provincie di Brindisi, Lecce e Taranto, riporto qualche periodo dell’articolo “La Regione Salentina”, apparso su “La Provincia di Lecce” del 1° dicembre 1946. Mi permetto di concludere questo mio intervento con una considerazione, scaturita osservando, ogni giorno, atteggiamenti che ormai accomunano molti concittadini e connazionali.
L’articolo ritrovato esordisce così: «La Voce del Popolo di Taranto pubblica un’interessantissima disamina del problema dell’Ente regione, riguardato secondo gli interessi della penisola salentina, o ionica, come gli amici di Taranto amano definirla, incorrendo in un pleonasmo in quanto “Salento” vuol dire terra tra due mari, e con la nota redazionale che fa seguire […] si associa pienamente a quanto noi andiamo da tempo sostenendo, e cioè la necessità di un’unione stretta e cooperatrice fra Lecce, Taranto e Brindisi, e possibilmente anche Matera».
Chi scriveva, richiamava un redazionale del signor Cosimo Acquaviva, il quale «però, accecato certo dall’amore per la sua città, auspica la creazione di una Regione Ionica (sic) che comprendesse Taranto e Matera, oppure, subordinatamente, quella di una “Prefettura Marittima”, in quanto […] Taranto non può oltre dipendere da Bari o da Lecce per tutti gli uffici giudiziari, finanziari…».
Il commento su quest’ultima considerazione, naturalmente, è di biasimo verso l’Acquaviva, per essere caduto «in errori tanto grossolani, socialmente e politicamente […], anzi addirittura offensiva con la quale egli ha qualificato per libello l’opuscolo edito a cura del Comune di Lecce, sulla necessità della Regione Salentina, il quale, se ha molte lacune ed inesattezze, pure ha dei pregi indiscutibili, quali i suoi chiari compilatori non potevano non conferire». Notizia, questa, particolarmente interessante, eventualmente da approfondire, rintracciando il citato opuscolo, magari custodito nei faldoni dell’Archivio Storico del Comune di Lecce.
L’intervento de “La Provincia” auspica «[…] la stretta collaborazione di Lecce con Taranto e Brindisi, avendo problemi da risolvere concomitanti e complementari, non mai concorrenti. L’intesa fra le tre provincie salentine è quanto mai indispensabile e indilazionabile. E plaudiamo perciò all’iniziativa dell’Amministrazione di Taranto per un convegno dei rappresentanti di tutto il Salento…». Altra notizia da rintracciare e sulla quale soffermarsi, come ulteriore prova che la proposta di istituire l’anzidetta Regione non è un capriccio né un sogno dei nostri tempi, ma una necessità di antica data. Che comunque va letta con i pro e i contro.
Ed ora concludo con una considerazione tutta personale e alquanto amara: non si raggiungerà facilmente l’obiettivo dell’unità collaborativa tra le tre province, perché si è smarrito il sentimento dell’alleanza e predomina il suo esatto contrario. La parola chiave mi è venuta di primo acchito, perché osservo che non l’abbiamo verso i nostri simili, che ne avrebbero bisogno, verso la bellezza che ci circonda; non parliamo poi verso la natura e l’ambiente che oltraggiamo, ignorando che ne siamo i primi ed i principali fruitori; manca negli atteggiamenti che dovrebbero essere adottati con senso di civiltà per il raggiungimento di un bene comune. In alcuni casi, o quasi sempre, si dovrebbe cercare l’alleanza più che lo scontro diretto; è una tattica antichissima per indurre lentamente il nemico a soggiacere. La politica degli antichi Romani insegna! Oppure l’abbiamo dimenticata?
È di gran lunga più diffusa l’indifferenza, il pressapochismo, la negligenza, esprimere (e imporre) le proprie idee con la violenza fisica, l’aggressione verbale strillata, la dimostrazione tout-court di essere migliori, adottando la furbizia e la disonestà intellettuale, manovrando subdole operazioni il cui fine è di dimostrare la propria forza (morale) a discapito degli altri. E potrei continuare all’infinito, riportando esempi di sporca supremazia politica locale, nazionale e mondiale.
Rossella Barletta

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Non posso che concordare. Il mancato decollo di questa terra è dovuto, in particolare, all’incapacità delle sue istituzioni di unirsi per farla crescere insieme. Lo spirito confederativo, che pure, è più volte emerso, nel corso dell’ultimo secolo, viene frenato da campanilismi e deleteri localismi elettorali.
L.d.M.