Michele Emiliano

di Lino DE MATTEIS

Sul governatore pugliese Michele Emiliano si sono abbattute negli ultimi giorni, quasi in contemporanea, tre brutte tegole che potrebbero essere il segnale di un vento che sta cambiando per lui, dopo aver toccato l’apice del controllo totale della Puglia. Episodi che potrebbero anche mettere in bilico l’intenzione manifestata da Emiliano di voler andare oltre la regione e navigare verso i mari aperti della politica nazionale, trasformando la pletora di liste civiche che lo hanno sostenuto alle ultime elezioni in un movimento politico. Ma, come indicherebbero questi ultimi episodi, il vento del consenso potrebbe aver subito una brusca frenata e non riuscire più a gonfiare le vele delle sue ambizioni, come è avvenuto finora.

L’Assemblea regionale fuori controllo. Martedì scorso, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proroga del Piano casa, non gradita al presidente Emiliano e all’assessora all’Urbanistica, Anna Grazia Maraschio. Era già successo questa estate, quando i consiglieri all’unanimità si erano fatti, a sua insaputa, il “regalino di ferragosto”, riassegnandosi, per altro retroattivamente, l’indennità di fine mandato. C’è voluta una sollevazione popolare prima che Emiliano, assente alla votazione, prendesse posizione e chiedesse ai consiglieri di annullare quella decisione. Ora è toccato al Piano casa, anche questa volta Emiliano non era presente alla votazione, probabilmente per non esprimere apertamente il suo dissenso alla proroga di quella legge ritrovandosi in minoranza o per non dover votare favorevolmente.

Le dimissioni dell’assessore Lopalco. Il giorno dopo del Piano casa, mercoledì scorso, sono arrivate come una bomba le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco. Dimissioni che hanno scosso, sino alle fondamenta, la solidità della giunta di Emiliano, che aveva proprio nel virologo il suo fiore all’occhiello per la gestione della pandemia in Puglia. Il presidente sta facendo pressioni affinché l’assessore ci ripensi e non è detto che ciò possa avvenire nei prossimi giorni. Ma intanto il segnale di malessere è emerso in tutta la sua evidenza e gravità. Al di là delle motivazioni ufficiali e della polemica sul farmaco contro la Sma, sembra plausibile che, come ha detto il consigliere Fabiano Amati, l’assessore si sia dimesso «perché Emiliano non gli faceva toccare palla», decidendo da solo nomine ed incarichi nella sanità pugliese.

Lo stop al congresso regionale del Pd. All’inizio della settimana, mentre il Consiglio regionale votava la proroga del Piano casa, arrivava la notizia che la Commissione nazionale di garanzia del Pd aveva annullato le procedure del congresso regionale di partito, che avevano già acquisito la riconferma alla segreteria del deputato Marco Lacarra, in quanto unico candidato. Lacarra è sotto accusa nel partito per la sua quasi totale accondiscendenza alle scelte politiche di Emiliano, dalle geometrie variabili al sostegno elettorale al sindaco neretino di destra, Pippi Mellone. Quest’ultimo episodio, in particolare, aveva spinto il senatore Dario Stefàno a sospendersi dal partito. È molto probabile, dunque, che ora, con la riapertura dei giochi congressuali, i dem cerchino un candidato alternativo a Lacarra, più autonomo e indipendente dal governatore.

Tre episodi molto significativi, nella stessa settimana, che potrebbero essere il preludio delle difficoltà del governatore a continuare a gestire la Regione in modo assoluto come ha fatto sino ad ora. Se l’approvazione del Piano casa ha sottolineato l’autonomia che i consiglieri sono pronti ad esercitare nei confronti del governo regionale, le dimissioni dell’assessore Lopalco hanno fatto venire alla luce il profondo malessere per una gestione personalistica della Regione. Ma per Emiliano la difficoltà ancora più grossa potrebbe venire da un segretario regionale del Pd diverso da Lacarra. Per lui, infatti, è vitale controllare il più grosso partito sul quale si regge la sua maggioranza alla Regione. Con un Pd più autonomo e meno propenso a lasciarsi erodere elettoralmente dal suo civismo, Emiliano sarebbe costretto a ridimensionare il suo decisionismo e a condividere le scelte con i democratici.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it