di Lino DE MATTEIS

L’intervento del rettore dell’UniSalento, Fabio Pollice, ieri, sulla “Repubblica-Bari”, ha ribadito la convinta volontà di procedere sulla strada dell’intesa programmatica tracciata dal protocollo d’intesa “Terra d’Otranto: dalle radici il futuro”, come, d’altra parte, avevano fatto nei giorni scorsi sul “Nuovo Quotidiano di Puglia” anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, il sindaco e presidente della Provincia di Brindisi, Riccardo Rossi, e il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, protagonisti, insieme al presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, e allo stesso Pollice, del varo del protocollo d’intesa.

Ma l’intervento del rettore Pollice ha anche messo in luce quello che, al momento, appare il maggior nodo da sciogliere per favorire la prosecuzione dell’iter elaborativo del masterplan, previsto dal protocollo, con le linee programmatiche dello sviluppo comune: la costituzione di un “ufficio di piano” che possa supportare il lavoro per la elaborazione del masterplan. È un passaggio molto delicato, poiché mette alla prova la volontà reale di sindaci e presidenti di Provincia di rispettare gli impegni presi mettendo mano al portafoglio e trovando le risorse finanziarie necessarie.

Spieghiamoci meglio: il protocollo d’intesa, all’art.4 (Rapporti finanziari) dice testualmente che «l’attuazione del presente protocollo d’intesa non comporta alcun onere a carico dei bilanci delle singole amministrazioni aderenti», ma poi, subito dopo, aggiunge che «qualora le attività previste nel programma annuale prevedessero dei costi, i soggetti contraenti dovranno provvedere ad individuare fonti di finanziamento esterne e/o determinare a carico dei propri bilanci di previsione la quota di spesa da assumere per l’attuazione delle attività».

Per la costituzione dell’“ufficio di piano” chiesto dal rettore, in sostanza la disponibilità di alcune unità operative che organizzino in concreto la fase di consultazione, occorrono delle risorse finanziarie che dovrebbero mette i tre comuni capoluogo e le tre Province, in quanto, da parte sua, l’università, a detta del rettore, mette a disposizione una quarantina di ricercatori. Il passaggio è cruciale, perché, è evidente, che senza le risorse finanziarie necessarie il lavoro per la definizione del piano non potrà neanche partire. Stando alla ribadita e unanime volontà di procedere all’intesa programmatica, le risorse dovrebbero essere trovate dai sottoscrittori del protocollo, ci si augura in tempi brevi, affinché il piano non affoghi nei tempi eterni della burocrazia.

Da parte sua il rettore Pollice ha fatto sapere di essere pronto a partire, poiché, dice, «l’Università del Salento, dopo aver analizzato il contesto territoriale nelle sue tendenze evolutive, già dalla tarda primavera di quest’anno ha sviluppato una piattaforma di consultazione che non soltanto consente di raccogliere e catalogare tutte le progettualità in itinere, ma anche di avviare una vera e propria consultazione territoriale».

«Confidiamo – aggiunge Pollice – che questa attività di consultazione, propedeutica all’elaborazione della visione e delle linee strategiche del masterplan, possa essere avviata già in questo autunno con il concorso degli Enti territoriali che lo hanno promosso e sostenuto. Da questi attendiamo solo la costituzione di un ufficio di piano che possa supportare il lavoro dei nostri ricercatori. Come Ateneo abbiamo messo al lavoro un gruppo interdisciplinare composto da circa 40 ricercatori e ricercatrici pronti a raccogliere le istanze che verranno dalla società civile attraverso il processo di consultazione delineato, e a tradurle in un progetto di sviluppo capace di restituire una prospettiva di sviluppo alla Terra d’Otranto, riscattandola da una condizione di marginalità che ne sta determinando lo spopolamento e che di certo non ne riflette né le potenzialità territoriali, né la determinazione del suo popolo».

Se son rose fioriranno!

 

 

 

 

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it