Lettera aperta a Paolo Pagliaro
Caro Paolo,
ti va certamente riconosciuto il merito di essere stato un pioniere e un grande editore nel campo delle emittenti televisive locali. Più volte sono stato ospite della tua struttura e ho potuto constatare di persona la professionalità con cui, dalla direzione alla redazione tutta, vengono realizzati i programmi di informazione nei notiziari e nei talkshow. Telerama svolge un ruolo importante per l’informazione locale del Salento, ma, ritengo, non si può ragionevolmente pretendere che l’opinione pubblica creda all’assenza di qualsiasi tua influenza sui palinsesti televisivi e su quanto viene trasmesso dai suoi teleschermi. Com’è giusto e nel tuo interesse, potrai continuare a sostenere fino alla noia l’imparzialità della tua emittente, ma i telespettatori, ti assicuro, sono più intelligenti di quello che si pensa e sanno discernere e valutare autonomamente da ciò che vedono quotidianamente, al di là della difesa d’ufficio del suo editore. Sarebbe, d’altra parte, come chiedere all’oste se il suo vino e buono.
L’episodio di censura denunciato ieri dal sindaco Salvemini, e non smentito né da te né da mons. Seccia, è grave, soprattutto se, come sostiene il primo cittadino di Lecce, è solo la punta dell’iceberg di un’informazione orientata che da tempo caratterizzerebbe la tua emittente. È nel tuo diritto usare come credi la tua televisione, compatibilmente solo con i doveri che ti derivano dal gestire una concessione pubblica, ma il tuo essere contemporaneamente editore e politico, impegnato, anche se all’opposizione, in istituzioni pubbliche importanti come la Regione, getta un’inevitabile ombra sull’imparzialità della tua emittente, che non si nutre sempre di episodi clamorosi, come quest’ultimo, ma più spesso di sottili sfumature la cui ripetitività fa emergere alla fine un colore ben determinato.
L’argomento è delicato, mi rendo conto. Il pluralismo dell’informazione è vitale per la democrazia e il Salento ha bisogno di avere una televisione come la tua che copra l’informazione locale, ma sta a te il compito difficile di preservarla dalla facile accusa di parzialità, non reagendo sempre per lesa maestà ma cogliendo il positivo che ogni critica porta sempre in sé. E, se mi consenti, te ne faccio una sull’inestricabile intreccio tra l’editore e il politico che riassumi nella tua persona: la “linea editoriale” orgogliosamente da te basata sulle “10 battaglie di Telerama”, per quanto genericamente condivisibili, assomiglia più al programma elettorale di un partito politico che non alla snella enunciazione di una linea editoriale di una testata. Un groviglio psicologico di interessi e prospettive diverse che, inevitabilmente, ti porta al pregiudizio di concepire la tua emittente sia come strumento di informazione che di promozione politica.
Da giornalista, tifo affinché in te prevalga l’editore, che sappia rendere sempre più autorevole per l’informazione di qualità la tua emittente. Ma se proprio non puoi fare a meno anche del politico, allora ti suggerirei almeno di non continuare a difendere un’improbabile imparzialità della tua televisione, ma di avere l’onestà intellettuale e il coraggio di dichiarare apertamente qual è il punto di vista di Telerama. Perché non ammettere, come diceva Eugenio Scalfari – che mi permetto di citare, dal mio punto di vista, come uno dei più autorevoli esponenti del giornalismo nazionale –, di essere editore di una “testata indipendente ma non neutrale”, che prende posizione sui problemi in campo e che fiancheggia il tuo Movimento Regione Salento, di cui sempre più spesso appare come l’house organ? Non a caso il suo coordinatore cittadino è stato, in quest’ultima circostanza, il primo e più solerte esponente politico ad esprimerti solidarietà.
Se non ritieni di risolvere questo potenziale “conflitto di interessi” tra politica ed editoria alienando, anche provvisoriamente, la proprietà della testata o affidandola, sempre provvisoriamente, ad una gestione indipendente, è opportuno e corretto almeno essere trasparenti. L’essere dichiaratamente di parte e ammettere apertamente il proprio punto di vista per una testata giornalistica non significa rinunciare al pluralismo dell’informazione, a dar conto degli altri punti di vista, a realizzare un’informazione di qualità, professionalmente corretta come i tuoi giornalisti sanno fare. Perché allora non rompere questo velo di ambiguità e di ipocrisia che avvolge te e la tua televisione? Ammettere che il “re è nudo”, senza lasciare che altri lo pensino senza dirtelo, ti toglierebbe da qualche imbarazzo e ti darebbe certamente più autorevolezza. Sono certo che i tuoi utenti come pure i tuoi seguaci politici apprezzerebbero di più essendo consapevoli che la televisione di Paolo Pagliaro e del Movimento Regione Salento sa fare anche dell’ottima informazione di qualità.
Con stima e amicizia
Lino De Matteis


















