Ci sarà un’unica Camera di commercio tra Brindisi e Taranto, ma restano salve le attuali strutture provinciali, la disposizione giunge dalla magistratura amministrativa del Lazio. Respinto il ricorso contro l’accorpamento delle Camere di commercio di Brindisi e Taranto. A stabilire l’improcedibilità della contestazione da parte dell’ente camerale brindisino è stato il Tar del Lazio, che nelle scorse ore si è espresso definitivamente su una vicenda che si trascina ormai da diversi anni. La riforma, infatti, risale al governo Renzi mentre il ricorso al maggio del 2018. Per l’attuale commissario dell’ente camerale brindisino, Antonio D’Amore, non si tratta di una sconfitta e non presenterà ricorso al Consiglio di Stato. «Rispetto a quelli che erano i timori di chiusura della sede, di perdita del personale e di impossibilità di svolgere attività di rappresentanza – spiega D’Amore – il Tar ha confermato che con gli ultimi interventi normativi c’è stato il recepimento delle nostre richieste: la sede resta aperta, il personale in servizio, non si trasferiscono i servizi e le attività promozionali. In seno all’unica giunta, viene individuato un rappresentante del territorio in qualità di vicepresidente, che ha un budget per le attività promozionali». Non solo. «Noi – fa notare D’Amore – siamo stati nominati commissari per l’accorpamento, manchiamo dunque dei requisiti soggettivi per presentare ricorso». Ciononostante, conclude D’Amore, «ho scritto al ministro Giorgetti per segnalare le perplessità di tutte le associazioni interessate riguardo al fatto che consiglio e giunta saranno ricostituiti sulla base dei dati del 2016, cosa che vedrebbe mortificate associazioni come Confimprese Italia, Confcommercio e Confartigianato che in quel periodo avevano un’altra ragione sociale o erano appena nate».


















