Michele Emiliano e Loredana Capone

Una sottolineatura inopportuna, una scortesia maschilista al limite della cafonaggine istituzionale quella fatta dal presidente della Giunta regionale Michele Emiliano nei confronti della presidente del Consiglio regionale, la salentina Loredana Capone, vistasi catapultata al quarto posto del listino regionale per il Senato, dopo essere stata data quasi per certa come capolista alla Camera nel collegio Lecce-Brindisi. Alla corale protesta dei dirigenti e militanti salentini del Pd per lo sgarbo di vedere togliere la loro candidata per fare posto al braccio destro del governatore, il suo capo di gabinetto Claudio Stefanazzi, Emiliano ha arrogantemente ricordato che «quando nel 2015 non fu eletta per pochissimi voti è stata comunque protagonista nella giunta con deleghe pesantissime». Loredana Capone, con una lunga carriera politica alle spalle e tanti successi elettorali conquistati sul campo battendosi in prima persona, è stata rieletta anche alle ultime regionali e ricopre, prima donna, la carica di presidente dell’Assemblea regionale. La Capone, che col suo curriculum elettorale non è certo l’ultima arrivata nella politica regionale e ha notevolmente contribuito anche all’elezione dello stesso governatore, ha preferito elegantemente non commentare né la sua candidatura né le parole di Emiliano. Lo stile non è acqua.

L.d.M.

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Nuovo Quotidiano di Puglia, 17 agosto 2022
Politiche, ancora bufera nel Pd: «Candidati imposti dall’alto, Lacarra si dimetta». Ed Emiliano punge Capone: «Premiata anche quando non fu eletta»