- Costruito nella prima metà del secolo scorso, l’edificio della Manifattura tabacchi di via Dalmazio Birago, a Lecce, è stato un esempio fra i più importanti di architettura industriale del ‘900 in Italia. Il complesso industriale, progettato da Pierluigi Nervi, è stato realizzato totalmente in cemento armato, con uso di pietra leccese solo per le tamponature, dall’impresa Nervi e Bartoli in soli due anni, fu inaugurato nel novembre del 1931 da Vittorio Emanuele III insieme al deposito dell’Acquedotto in via Diaz. Il deposito tabacchi fu costruito a ridosso della linea ferroviaria ed è attraversato da binari ferroviari che costeggiano i corpi di fabbrica, muniti di banchine per agevolare le operazioni di carico-scarico. È composto da tre corpi di fabbrica e da un edificio di testata che li raccorda, assumendo la forma di una “E” rovesciata, o, a voler assecondare la consuetudine dell’epoca, di una “M” come omaggio al dittatore Mussolini. Dismesso da circa vent’anni, oggi il complesso immobiliare, di proprietà privata, è al centro di un’interlocuzione tra la proprietà e l’amministrazione comunale per la rigenerazione e la rifunzionalizzazione. Negli scatti di Eduardo De Matteis si può cogliere lo stato di abbandono in cui versa attualmente lo stabile.
Fotoservizio di Eduardo DE MATTEIS




































