Antonio Greco

Fernando DURANTE

Da oltre un anno, l’Asl gli ha negato una carrozzina. La solidarietà umana gliel’ha donata. Sabato mattina, alle ore 11, al campanello di casa ha suonato un fattorino della “Sanitaria magliese Leucci”, ed ha consegnato la sedia a rotelle. Gioia e meraviglia hanno accompagnato l’inatteso regalo. Il fatto. Antonio Greco è un lucidissimo 99enne di Castrignano dei Greci, non vedente. Già professore di Filosofia, Pedagogia didattica e psicologia, presso l’Istituto Magistrale, “Aldo Moro”, di Maglie, nonché, “orgogliosamente, parlante grico, antica lingua del paese ancora presente”.

Così racconta l’episodio che lo ha visto protagonista partendo dalle origini. “Da più di un anno ho fatto la richiesta di una sedia a rotelle. A domicilio è venuto il fisiatra che me l’ha prescritta, ma nell’Ufficio protesi si sono rifiutati di darmela”, ricorda. Motivo: il certificato di invalidità che accompagnava tale richiesta sarebbe stato molto vecchio, perciò ne serviva uno più recente. “Logica vorrebbe”, ironizza, “che, a quasi cento anni, più invalidità della cecità assoluta, dell’età tanto avanzata, è necessario che mostri di avere le ossa rotte per avere l’ausilio? Le ossa sono sane, ma manca la forza di camminare. È possibile che nelle ASL ci siano dirigenti così intelligenti da non comprendere queste situazioni? Dove hanno nascosto la logica?”, polemizza.

Ma, sabato mattina, di fronte a quell’inatteso pacco dono, ogni polemica è svanita lasciando il posto alla felicità. “Ho pensato ad un miracolo, invece era vero. Quando l’ho toccata, ho realizzato che avevo raggiunto l’obiettivo che sembrava ormai lontano dall’essere concretizzato. Ho 99 anni e sto percorrendo abbastanza agevolmente i 100, sperando che possa raggiungerli”.

Commosso, l’ex professore ha voluto ringraziare chi ha compreso il suo disagio ed ha voluto esprimergli solidarietà. Così come, alla notizia apparsa ieri mattina su “Quotidiano di Puglia”, Antonio Leucci, titolare della “Sanitaria magliese”, ha voluto chiarire il suo gesto: “credo che aiutare una persona a vivere con più dignità e serenità sia un dovere di tutti, soprattutto di quando si tratta di un diritto che gli spetta. Sapere –continua- che questo dono potrà rendere un po’ più semplice la quotidianità di un centenario è per me motivo di grande gioia”.