- Chi ha vissuto gli anni Ottanta sicuramente saprà di cosa stiamo parlando. Ci troviamo ad Otranto, in una delle mega strutture turistiche già di proprietà dello Stato più grandi della zona, nel comprensorio Alimini. Il Country Club, in stato di abbandono da quasi 20 anni, ha rappresentato per molti salentini il punto di riferimento della vita turistica e d’intrattenimento di quegli anni. Ennesima storia di mala gestione pubblica. La struttura, costruita nel lontano 1977 con investimento delle Partecipazioni Statali, doveva essere parte integrante della rete di insediamenti turistici (Serra Alimini 1 e 2, Altair, Voi Alimini Resort) sorti dalla stessa iniziativa pubblica che hanno avuto sorte migliore continuando ad operare tutt’ora. Per il Country Club, invece, la sorte ha riservato un destino amaro facendolo cadere in disgrazia, dopo aver conosciuto un’epoca d’oro sotto la guida di privati. La mega struttura comprende un’area di ben oltre sei ettari, con dieci mila metri cubi di fabbricati, due piscine, otto campi da tennis, un campo polivalente, palestra, maneggio, discoteca, ristorante, pizzeria, bar, reception, alloggi per il personale, infermeria, magazzini e locali tecnici. Dopo anni di abbandono, la struttura ha ora trovato un nuovo proprietario, l’imprenditore otrantino Luigi Bleve, che si è aggiudicata la gara bandita da Italia Turismo, società dell’agenzia per lo sviluppo Invitalia. Bleve, che possiede altre strutture ricettive in zona, ha accettato la sfida della riqualificazione del complesso, oggi in stato di degrado totale. Attraverso questi scatti si possono notare i segni del tempo, la natura che si impadronisce della struttura e che trasforma il luogo in uno spazio bloccato nel tempo.
Fotoservizio di Eduardo DE MATTEIS
























