Nei giorni scorsi alla Regione si è parlato di fusioni tra Comuni. Il focus della Settima Commissione permanente del Consiglio regionale della Puglia (Affari istituzionali) si è tenuto con l’audizione sull’unica esperienza in Puglia, l’unificazione di Acquarica del Capo e Presicce, in provincia di Lecce, decretata con legge regionale nel 2019 e che vede in attività da pochi mesi la prima Amministrazione del nuovo Comune, dopo l’elezione del sindaco Paolo Rizzo, nel settembre 2020. Nella riunione, convocata dal presidente Gianfranco De Blasi su richiesta del consigliere Paolo Pagliaro, il primo cittadino di Presicce-Acquarica ha fatto il punto, rispondendo alle domande poste dallo stesso capogruppo de “La Puglia domani”, per «una riflessione serena», con spirito di conoscenza e di verifica per il futuro, ha precisato Pagliaro, dei pro e contro della normativa, del procedimento, dello strumento del referendum consultivo dei cittadini interessati e anche dell’assorbimento di storie, culture e identità.
Il sindaco Rizzo ha fatto presente che la vicenda non è recente, se ne parla dal primo dopoguerra e molte strutture (cimitero, stazione, caserma dei Carabinieri) e servizi comunali erano condivisi già prima dell’unificazione. I fondi ricevuti dallo Stato (un milione e 447 mila euro) e dalla Regione (135mila euro) sono intatti nelle casse comunali, a disposizione per gli interventi previsti nel programma della Giunta comunale. Si aggiungerà il fondo di premialità statale per il 2021. Sei mesi di amministrazione sono pochi per una valutazione dei vantaggi e svantaggi, ma il sindaco ha messo l’accento sulla possibilità di disporre di risorse aggiuntive importanti, per due realtà storicamente sempre affiancate e che risultano tra i paesi economicamente meno fiorenti del Salento: Acquarica è ultimo per Pil in provincia, Presicce penultimo. Unire le forze per affrontare le difficoltà aiuta certamente, anche se «non sono solo rose e fiori», tra i problemi c’è il nodo della scelta del patrono, da affrontare insieme alle autorità ecclesiastiche.
L’autodeterminazione territoriale non ha comportato secondo Rizzo la cancellazione di identità e storie di due comunità, c’è stato anzi l’arricchimento di «una storia più grande»: ampliare e migliorare l’offerta culturale in un territorio ad alta vocazione turistica è una carta vincente. Il segretario generale della Presidenza della Regione Roberto Venneri ha riassunto il procedimento tecnico e legislativo, contenuto in una relazione consegnata alla commissione. Aderendo alle richieste dei consiglieri Casili, Gabellone e Pagliaro il presidente De Blasi ha assicurato che la commissione tornerà sull’argomento, per monitorare la fusione e verificare il tema in generale, i benefici e i contro in vista di ipotesi future.

Pagliaro: «L’identità non si baratta per trenta denari»
«Dal 15 maggio 2019 i Comuni salentini di Presicce e Acquarica sono diventati tutt’uno. È stata finora l’unica fusione intercomunale realizzata in Puglia. Oggi in Commissione Riforme istituzionali, su mia richiesta, abbiamo tracciato un primo bilancio di questa fusione, per capire se le due comunità ne abbiano tratto effettivo beneficio, viste le molte voci di scontento e dissenso che ho raccolto», scrive in una nota il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de “La Puglia Domani”. «La verifica di un processo amministrativo avvenuto a seguito di un referendum frettoloso, che si è tenuto a dicembre anziché in primavera come la legge prevedeva, è necessaria e doverosa, per valutare l’utilità di questo percorso di fusione. Bisogna mettere sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi di quest’operazione, alla luce dell’insofferenza che serpeggia fra i cittadini, pur coscienti che non si potrà tornare indietro prima di tre anni. S’impone un ragionamento sulla disciplina che regola le aggregazioni di Comuni, e credo si debba stabilire anche un quorum per la validità del referendum sulla fusione, visto che a quello del dicembre 2018 si registrò una partecipazione molto bassa: il 34,28 ad Acquarica del Capo e il 41,51% a Presicce. Il quorum è fondamentale per dare forza e valore all’istituto referendario».
«Dal sindaco di Presicce-Acquarica, che ha partecipato all’audizione odierna – continua Pagliaro –, abbiamo appreso che sono già previsti in cassa, come contributo per la fusione avvenuta, quasi tre milioni di euro che verranno utilizzati per realizzare il programma elettorale. Ma non si può barattare l’identità per trenta denari, l’identità è sacra. E lo sappiamo bene noi salentini, che nella fase della Costituente nel 1947 abbiamo subìto la cancellazione del Salento dalla storia e dalla geografia, con un colpo di spugna che ancora grida vendetta.
Ribadiamo il nostro no alle fusioni a tavolino, che cancellano l’identità e la dignità di una comunità. Cosa è un popolo, senza identità? E perché nei Comuni italiani che hanno scelto di fondersi ci sono tanti ripensamenti, c’è voglia di fare marcia indietro?».
«La querelle sul santo patrono di Presicce-Acquarica, la scelta obbligata tra san Carlo patrono di Acquarica e sant’Andrea di Presicce – conclude Pagliaro –, dimostra che l’aggregazione ha reciso le radici di queste due comunità. Non è solo questione di campanile, è la cartina al tornasole di un disagio profondo, di uno smarrimento che non può essere ripagato con più fondi in cassa. Mi rifaccio alle parole del sindaco Rizzo: ha detto che l’unione fa la forza. E ha ragione, ma qui si tratta di fusione e non di unione. Ed è proprio su questo equivoco che si è giocata tutta la campagna referendaria. Uno slogan d’effetto semplicistico, con la facile promessa di più soldi per tutti, e le conseguenze stanno venendo purtroppo a galla. Per evitare futuri errori ho chiesto questa audizione. È necessario porsi queste domande e cercare delle risposte. I nostri piccoli Comuni, che sono presidi di democrazia e archivi di storia, non possono essere cancellati per un mero calcolo ragionieristico».
Casili: «Visione chiara per spendere le risorse in modo organico»
«È significativa la riflessione fatta in Commissione sulle fusioni dei Comuni, con l’audizione del sindaco del Comune di Presicce-Acquarica. Ritengo importante che due comunità che intendano essere più competitive e vogliano organizzarsi meglio da un punto di vista amministrativo intraprendano un percorso di questo tipo, tuttavia le problematiche possono essere tante. Innanzitutto, se la fusione ha tra i suoi obiettivi quello di intercettare maggiori risorse, è necessario verificare che queste siano spese in modo corretto e organico senza discutibili spacchettamenti che ne vanificherebbero lo scopo», così il vicepresidente del Consiglio e consigliere regionale del M5S Cristian Casili a margine delle audizioni in Settima Commissione sulla fusione dei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce.
«Il rischio che si corre, se la fusione non è preceduta da una visione chiara dello sviluppo del nuovo Comune – continua Casili – è di spendere le risorse, senza alcun miglioramento per la “nuova comunità”. Quando si parla delle fusioni tra i Comuni, ai cittadini viene prospettato un miglioramento amministrativo e finanziario, che poi deve concretizzarsi una volta avvenuta la fusione. Per quello che riguarda il Comune di Presicce-Acquarica è ancora troppo presto per trarre un primo bilancio, dal momento che la nuova amministrazione si è insediata dopo le ultime amministrative, ma deve essere chiaro che la questione risorse è importante quanto quella identitaria. Serve per questo una interlocuzione a tutti i livelli».


















