di Carlo VACCA

Dalle anticipazioni su quello che spetterà al Salento nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). finanziato con quasi 250 miliardi dell’Europa (soldi del Recovery Fund ed altro), sembra che bisognerà accontentarsi delle briciole. Dei circa 82 miliardi destinati al Mezzogiorno, ossia il 40 per cento del totale del Pnrr, non è ancora chiaro quanto toccherà alla Puglia e quanto, in particolare, al Salento dal prospetto anticipato dalla ministra per il Sud, Mara Carfagna. Non uno schema esauriente ma solo una traccia utile per capire le priorità su cui punta il governo Draghi.

Le due Zone economiche speciali (Zes) pugliesi, quella jonica, incentrata sul porto di Taranto, e quella adriatica, incentrata sul porto di Bari, beneficeranno di investimenti per un totale di 124 miliardi per migliorare l’accessibilità marittima, col miglioramento delle infrastrutture, tramite dragaggi e altre opere. A Taranto per esempio sono previste due dighe foranee (una per il Molo Polisettoriale e l’altra per la parte più centrale del porto) e si riporterà alla luce il progetto Distripark: una struttura che consenta di trattenere sul territorio le merci in entrata/uscita dal porto, a vantaggio dell’economia locale attraverso operazioni di logistica e di lavorazione. Per Brindisi, invece, saranno realizzati dragaggi, accosti e interventi improntati al green. Questi gli investimenti per le Zes: 50 milioni di euro per il porto di Taranto, mentre le aree industriali di Brindisi, Lecce e Taranto usufruiranno rispettivamente di 8,6 milioni, 16,2 milioni e 8,1 milioni.

Altro capitolo importante, i trasporti e i collegamenti. Per quanto riguarda infrastrutture ferroviarie ed alta velocità, la Puglia è coinvolta negli interventi sulla linea adriatica e per la connessione diagonale con il Tirreno. Sulla linea ad alta velocità Napoli-Bari il progetto finale consentirà di viaggiare tra i due capoluoghi in due ore rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti. Sulla linea Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia saranno realizzate alcune tratte intermedie del progetto: al completamento, i tempi di percorrenza saranno abbattuti di 30 minuti sulla Napoli-Taranto (via Battipaglia) rispetto all’attuale tempo richiesto di 4 ore.

Per quanto concerne la mobilità sostenibile è ancora tutto nel vago. Sono stati prospettati interventi anche su Taranto e Lecce ma senza scendere nel dettaglio. La promessa è quella di un “grande cantiere” «per accompagnare una nuova stagione di convergenza tra Sud e Centro-Nord per affrontare un nodo storico dello sviluppo del Paese».