La Tenuta Liliana di Parabita

Il Salento è una terra di grande bellezza, che potrebbe sembrare cristallizzata nelle sue tradizioni e contraddizioni. Oggi, quantomeno sul fronte del vino, non è così: si respira un’aria nuova e tra le aziende più dinamiche e innovative della scena pugliese che alimentano questo vento di cambiamento c’è “Tenuta Liliana“. Fondata da Antonio e Liliana Intiglietta, l’azienda è nata nel 2017 a Parabita, in Contrada Rischiazzi, nell’entroterra di Gallipoli. Da allora Tenuta Liliana sta lavorando per esprimere in maniera autentica la grazia e la forza del suo territorio attraverso uno dei vitigni più nobili a livello internazionale: il Cabernet Sauvignon. Un vitigno che ha trovato il suo habitat naturale nelle terre della proprietà e che oggi dà forma al Salento IGP “Tenuta Liliana”. Questo vino si presenta come ambasciatore di un progetto di ampio respiro che vede nella ricerca di un registro internazionale l’obiettivo di contribuire al meritato riconoscimento di questo territorio tra le grandi regioni del vino nel mondo. Un progetto che sarà presentato il prossimo 17 ottobre, nel corso di un incontro con giornalisti ed esperti del settore.

Liliana e Antonio Intiglietta

Antonio e Liliana Intiglietta sono pugliesi d’origine e milanesi d’adozione. A Milano hanno vissuto fin da giovanissimi e nella città meneghina sono oggi affermati imprenditori nell’ambito fieristico dell’artigianato. Con la stessa passione e il sostegno di una famiglia grande e affettuosa hanno fondato Tenuta Liliana che si presenta come una realtà concreta, sensibile e animata da riconoscenza e sincero orgoglio per il proprio territorio. «L’impresa – spiega Antonio Intiglietta – è un atto poetico. Nella mia vita i numeri sono sempre andati di pari passo con l’immaginazione e in questa storia, che con la mia famiglia abbiamo appena iniziato a scrivere, c’è la sintesi della mia filosofia. C’è la sfida, c’è la fiducia e soprattutto c’è la volontà di contribuire alla rigenerazione di un territorio che per noi è stato ed è casa, origine, futuro». La famiglia Intiglietta riconosce se stessa nell’amata terra pugliese, ma vuole andare oltre: approfondire, riscrivere in chiave contemporanea e soprattutto far riconoscere al mondo il grande valore di una Puglia capace di produrre eccellenze enologiche (e non solo). «L’obiettivo”, continua il produttore, è creare qualcosa di bello e sorprendente che possa essere anche generatore di nuove prospettive. Siamo solo all’inizio ma, citando “Il pranzo di Babette”… consentitemi di fare il meglio che posso». Tenuta Liliana guarda al mondo in modo dinamico e senza frontiere e anche per questo ha aperto una quota ad investitori e amici che vogliono credere nel progetto, una sorta di wine club dilatato nel tempo. Oggi accanto ad Antonio e Liliana Intiglietta e ai figli Stefano e Valentina c’è una squadra compatta e appassionata di uomini e donne. A guidarli il direttore tecnico Andrea Fattizzo, che vive l’azienda 365 giorni l’anno. Andrea, che è agronomo ed enologo, supervisiona la gestione dei vigneti e della cantina e dalla vendemmia 2023 conta anche sulla consulenza di Carlo Ferrini.

Panoramica della Tenuta Liliana di Parabita

Cinque vigneti nel vento del Salento
Siamo all’estremo sud dello stivale, in quella lingua di terra stretta tra il Mar Ionio a ovest e il Mar Adriatico a est. Qui il Mediterraneo detta tempi e colori. Il clima è mite in inverno, caldo in primavera ed autunno, e torrido d’estate. Le precipitazioni sono ridotte (quasi sempre sotto i 500 ml/anno), mentre coste ed entroterra sono costantemente lambite dai venti: tramontana, scirocco, ponente… In questo territorio affascinante – punteggiato di piccoli borghi di pietra – si estende il parco vitato di Tenuta Liliana: 13 ettari, nei quali il Cabernet Sauvignon è il principe indiscusso con quasi il 90% della superficie vitata. Lo affiancano alcuni filari di Petit Verdot, Cabernet Franc e un ettaro di Sauvignon Blanc. Le vigne sono ricche di biodiversità: spesso i mandorli spuntano tra i filari e l’inerbimento è spontaneo. La tenuta inoltre può contare su due stazioni meteo per intervenire tempestivamente in caso di necessità. Le vigne sono condotte a regime biologico e, quindi, per i trattamenti sono previsti rame, zolfo e polvere di roccia per difendere dalle alte temperature. I vigneti, impiantati con una densità medio-alta (ca. 6000 piante/ettaro), una distanza tra i filari di 2,10 metri e di 0,8 metri da una pianta all’altra, sono allevati a cordone speronato e sono raccolti in 5 aree, tutte in un raggio di 5 km dalla cantina a Parabita. Partendo da est nell’entroterra e avvicinandosi sempre più al Mar Ionio si incontrano in primis i 2 ettari della Vigna di Specchia, situati nella località omonima; poco distanti, ci sono 3,3 ettari di filari a Contrada Lembo e la piccola parcella di Rischiazzi, dove è stato riproposto anche un impianto ad alberello pugliese. Proseguendo si trovano la vigna di Pizziferro, di 3,5 ha, e un ultimo grande appezzamento a Contrada Mitriano, nei pressi di Alezio, a soli 500 m dal mare. Anche se ci sono alcuni tratti ricorrenti, ad esempio la matrice geologica calcarea, ogni parcella ha un suo carattere ben definito: mentre la Vigna di Specchia può contare su un substrato di roccia e ricca presenza di argilla e ferro, l’area di Mitriano ad Alezio presenta suoli limosi e sabbiosi; Lembo offre ai filari un suolo ricco di scheletro, mentre a Rischiazzi i diversi elementi si trovano tutti equilibrati così come a Pizziferro, in cui è stata registrata anche una buona presenza di magnesio e potassio. L’intero territorio è praticamente sul livello del mare e la vigna più “alta” – Relativamente al territorio – è quella di Specchia che arriva a 200 metri slm.

La cantina-cava della Tenuta Liliana

La cantina nella cava
Tenuta Liliana vuole essere uno degli interpreti del vino pugliese contemporaneo. Per un obiettivo così importante ha voluto una cantina capace di unire passato e futuro e ha scelto un luogo speciale per realizzarla. La proprietà ha infatti riqualificato a Parabita un’ex-cava di carparo, attiva fino agli anni ‘50-‘60, trasformandola in una cantina high-tech pensata per trattare il frutto di queste terre con la massima delicatezza. L’impatto visivo è potente: cemento chiaro e levigato alternato a grandi vetrate a specchio definiscono la struttura, mentre sullo sfondo il carparo scalda l’atmosfera con il suo colore tenue. In omaggio a questo luogo di storia e di lavoro campeggia nel piazzale di fronte alla cantina un grande monolite della stessa pietra, con tracce di lavorazioni umane e conchiglie fossili ancora visibili. L’area di ricezione delle uve prevede, in fase di vendemmia, un tavolo di cernita per selezionare solo gli acini perfetti. Il percorso delle uve prosegue all’interno della struttura dove si trovano vasche d’acciaio di ultima generazione. La cantina conta ovviamente su una temperatura sempre controllata e l’energia dell’intera struttura è supportata dai pannelli solari installati sul tetto, efficienti e invisibili. Agli acciai seguono 6 vasche di cemento dalla particolare forma trapezoidale, 3 vetrificate e 3 “nude” per l’ultima fase di affinamento. Infine, la cantina di maturazione accoglie barriques e tonneaux di rovere francese, tra cui si notano alcuni splendidi esemplari di Fontainebleau. Oggi qui prende forma il “Tenuta Liliana” e i visitatori possono degustarlo in un suggestivo dehors ai piedi della parete di carparo, dove si può ammirare il contrasto tra la roccia grezza della cava e le linee essenziali della cantina moderna.

Il Cabernet Sauvignon
Elegante per antonomasia, il Cabernet Sauvignon ha risposto sin dall’inizio ai “desiderata” della proprietà, ma anche alle potenzialità del territorio. Grazie alla sua personalità e resilienza, infatti, il Cabernet Sauvignon ben si adatta alle calde estati salentine che, d’altra parte, godono della stessa latitudine di altri territori d’eccezione per questa varietà…una su tutte, la California. Acclarata questa compatibilità climatica, la famiglia Intiglietta e il team tecnico guidato da Andrea Fattizzo, in collaborazione con il rinomato vivaista francese Pier Marie Guillaume, hanno iniziato una lunga ricerca per individuare i cloni più adatti ai singoli suoli, selezionandone dopo alcune sperimentazioni 3 tipologie, orientate alla finezza più che alla potenza. Le prime vendemmie sono servite per registrare le espressioni dei terroir e oggi il carattere dei singoli appezzamenti inizia a far sentire le sue sfumature. Al momento della vendemmia le uve sono tutte raccolte a mano e condotte in pochi minuti alla cantina che si trova accanto alla casa padronale.

Tenuta Liliana, IGP Salento
Il “Tenuta Liliana” è il vino portabandiera della Tenuta ed è dedicato – come tutta l’azienda – a Liliana. In effetti, la determinazione e lo stile della produttrice si ritrovano in questa sorprendente espressione di Cabernet Sauvignon. Frutto di una selezione delle uve provenienti dai 13 ettari aziendali, questo primo vino mette in risalto il potenziale espressivo di questo terroir mostrandone, sin dalle prime vendemmie di studio, sfumature diverse. La vendemmia è stata rigorosamente manuale e la successiva vinificazione delle uve è stata estremamente delicata ed essenziale: dopo un’accurata selezione degli acini sono seguite una diraspatura mirata a preservare l’integrità degli acini, la macerazione del mosto a contatto con le bucce per 8 giorni in serbatoi troncoconici con sistema di follatura motorizzato e la fermentazione innescata da lieviti selezionati. La maturazione è avvenuta prima in barriques e tonneaux francesi di Allier, Tronçais e Fontainebleau per 7 mesi e poi il vino ha potuto affinare in bottiglia per ca. 17 mesi. Il “Tenuta Liliana” è stato prodotto in una tiratura di ca. 20.000 bottiglie. Ad oggi Tenuta Liliana si è focalizzata su questa espressione trasversale di Cabernet Sauvignon ma in cantina già fermentano e affinano espressioni di singole parcelle e anche di altri vitigni perché l’idea della proprietà è di creare nei prossimi anni una gamma capace di tradurre in modo autentico e originale il proprio territorio.