L’ultima arrivata è la redazione barese della Repubblica, che da oggi dedica nella sua edizione online una finestra quotidiana su Lecce, Brindisi e Taranto. Lo aveva fatto l’anno scorso anche la Gazzetta del Mezzogiorno con un inserto cartaceo dedicato alle tre province, ora, purtroppo, sospeso per l’interruzione, ci auguriamo momentanea, delle pubblicazioni del quotidiano barese. Mentre è stato l’esplicito obiettivo editoriale, fin dal suo nascere, del Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto, oggi Nuovo Quotidiano di Puglia. L’intuizione della nostra rivista online, il GrandeSalento.it, viene dunque confortata dalle scelte editoriali di testate giornalistiche regionali che sempre più costantemente guardano a quest’area geografica come un territorio unitario, confermando o riscoprendo la tradizione storico-geografica che vedeva la Puglia suddivisa in tre parti, la Capitanata, la Daunia e la Terra d’Otranto, oggi, più semplicemente, Salento o Grande Salento.
«Non c’è Puglia senza Salento e non c’è Salento senza Puglia. Anzi, il Grande Salento», scrive oggi su Repubblica il responsabile della redazione barese, Domenico Castellaneta, annunciando l’iniziativa della finestra informativa sul Grande Salento. «Non è solo un luogo dell’anima, ma una definizione geografica ben precisa: Brindisi, Lecce e Taranto. Capitali ognuna di un’identità, da quella economica a quella culturale, ma a pieno titolo motori della Puglia. Un tempo si diceva Puglia una e trina, indicando nel Foggiano, nel Barese e il Nord della sua provincia, poi giustamente identificata come Bat, e nel Salento i tre pilastri di una regione che ha sempre avuto l’ambizione di staccarsi dal Mezzogiorno della mediocrità e porsi come punto di riferimento in Italia e in Europa».
Un’iniziativa che ci fa molto piacere e che aiuterà a far crescere la sensibilità unitaria in questo territorio. Parlarne è già una crescita culturale, così come sta contribuendo a fare la diffusione della guida turistica “Il Grande Salento da scoprire”, edita dalle Edizioni Grifo e distribuita questa estate nelle edicole con Quotidiano. Così come lo è stato il protocollo d’intesa “Terra d’Otranto: dalle origini il futuro”, sottoscritto dai tre comuni capoluogo, dalle tre province e dall’Università del Salento, anche se ha bisogno del masterplan in elaborazione per potersi completare e dare frutti programmatici concreti. Perché sì, bisogna parlarne per far crescere la sensibilità unitaria, ma bisogna anche essere concreti e operativi, come mette in guardia lo stesso Castellaneta, quando scrive: «Il Covid ha stravolto progetti e speranze. Ma la Puglia non s’arrende. Quello della regione una e trina era il sogno del cosiddetto asse adriatico dello sviluppo che per anni ha innervato il dibattito sulla questione meridionale: a volte un dibattito proficuo, altre, molto frequentemente, solo un modo per sentirsi protagonisti ma di un’idea solo virtuale».
L.d.M.


















