Il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, e sullo sfondo il governatore pugliese Michele Emiliano

di Lino DE MATTEIS

È stato un gesto politico molto eloquente il primo atto del sindaco di estrema destra di Nardò, Pippi Mellone, appena rieletto, mandare le ruspe per i lavori di sbancamento del “Giardino della memoria” di Santa Maria al Bagno, dove intende fare posto per costruire un idroscalo, che potrebbe benissimo essere posizionato più in là. Uno sfregio alla tradizione antifascista del territorio, che ha proprio nel Museo della Memoria il simbolo più forte dell’accoglienza dei profughi ebrei durante la seconda guerra mondiale. Ma così il sindaco ha voluto dare anche un segnale di riconoscenza al suo elettorato, che ha eloquentemente suffragato alle ultime comunali un esponente di CasaPound, il più votato dopo di lui.
La decisione del governatore pugliese, Michele Emiliano, grande sostenitore e sponsor politico di Mellone, di presentare oggi, proprio in quel luogo simbolo, la guida “Puglia in viaggio nella Memoria”, risultato di una pregevole ricerca affidata da Pugliapromozione all’ “Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea”, appare una provocazione più che un atto di pacificazione degli animi. L’intento della guida è, infatti, quello di recuperare e valorizzare i luoghi della memoria legata ad eventi ed episodi accaduti in Puglia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, proprio come quello di Santa Maria al Bagno, che il sindaco Mellone intende, invece, menomare con la costruzione dell’idroscalo.
Continua, insomma, la pantomima del governatore Emiliano per dare a quel “matrimonio d’interesse elettorale” una patina di dignità, per lavarsi la coscienza e far accettare alla sinistra la sua spregiudicata politica delle geometrie variabili, fondata sul civismo senza confini. Ma senza riuscirci.
In cambio dei suoi buoni propositi, infatti, dal sindaco di Nardò sono arrivati, fino ad ora, solo sbeffeggiamenti. Mellone non pensa affatto di dichiararsi antifascista, come gli aveva chiesto di fare Emiliano, che dice di sentirsi del Pd ed essere antifascista e di sinistra: «Chi sta con me deve dichiararsi antifascista». A quella richiesta, Mellone gli aveva risposto: «Fascismo e antifascismo? Non so cosa siano, io non ero neanche nato allora». Tutto ciò che Emiliano è riuscito a tirargli fuori oggi è una generica dichiarazione «contro ogni forma di violenza, contro ogni forma di dittatura, che sia essa fascismo, comunismo, nazismo, contro ogni forma di totalitarismo», ha detto Mellone, aggiungendo di «credere nella democrazia e nella Costituzione». Il sindaco Mellone ha evitato così, ancora una volta, di dichiararsi “antifascista” e ha preferito soffermarsi sul tema dell’accoglienza, dicendo che il Museo della Memoria è «motivo di particolare orgoglio».
Emiliano, con la sua presenza oggi a Nardò, accanto a Pippi Mellone, in realtà, sembra voler normalizzare l’immagine dell’amministrazione neretina di destra coinvolgendola in un contesto storico antifascista, ma avallando, di fatto, anche il progetto dell’idroscalo che Mellone vuole costruire proprio a danno del “Giardino della memoria”, in contrasto con quanto la guida presentata, “Puglia in viaggio nella Memoria”, intende promuovere: recuperare e valorizzare i luoghi della Memoria.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it