Pippi Mellone e Michele Emiliano

Per salvarsi la coscienza per l’insano sostegno al neo rieletto sindaco di destra di Nardò, il governatore dalle geometrie politiche variabili della Puglia, Michele Emiliano, gli chiede di professarsi antifascista, perché, dice il governatore, «per stare accanto a me o si è antifascisti o non si può stare». Ma va? Emiliano non sapeva forse già che il plebiscitato – anche grazie a lui – sindaco neretino, Pippi Mellone, non ha mai negato le sue simpatie per l’estrema destra e che tra i più convinti suoi supporters ci sono i neri di Casa Pound, che hanno calorosamente festeggiato la sua rielezione? Tant’è che alla richiesta di Emiliano, il Pippi di Nardò sbeffeggia il governatore, rispondendogli, in una intervista di oggi al “Corriere del Mezzogiorno”, che un giovane di 37 anni come lui «non ha conosciuto né il comunismo né l’anticomunismo, men che meno il fascismo… sono parole senza senso… cose superate, fascismo e antifascismo…, lasciamo agli storici e ai libri queste discussioni». E quando il giornalista gli chiede “è d’accordo che il fascismo è un’ideologia fondata sull’uso della violenza e che questa ideologia è da ripudiare?”, la risposta di Mellone è scontatamente giustificazionista del fascismo: «Nel Sud – dice – i nostri nonni, penso anche ai miei, hanno conosciuto una versione diversa di quel regime. Detto questo, lasciamo agli storici i giudizi sul passato». A questo punto, Emiliano che farà? A meno che non voglia sconfessare ufficialmente il suo appoggio al sindaco, dovrà tenersi accanto uno che antifascista certo non è.
L.d.M.