Fernando DURANTE
Torna a morire, a Martignano, accompagnato nella sepoltura dai sollazzi dei suoi concittadini, la maschera carnascialesca de “lu Paulinu Cazzasassi”. Da 44 anni, tanti quanti sono le edizioni del Carnevale Martignanese e della Grecìa Salentina – l’evento di satira luttuosa, a conclusione della sfilata di domenica scorsa (edizione questa appena conclusa e particolarmente partecipata, per numero di carri e gruppi mascherati, che hanno sfidato le pessime previsioni del tempo) – torna a chiudere gli eventi carnascialeschi in paese.
L’annuale funerale è evento particolarmente atteso dai cittadini locali perché, a seguire il corteo luttuoso è presente una combriccola di buontemponi, i “chiangimorti”, che irridono le azioni dei personaggi più in vista del paese con versi in rima e liberi. Prendono come obiettivo gli amministratori locali che costituiscono, da sempre, i bersagli più facili, semplici cittadini, che si sono resi protagonisti di episodi originali, tali che hanno richiamato la curiosità del borgo, i così detti personaggi locali. Pratica che è retaggio delle popolari “Pasquinate”, medievali romane.
Tutto il paese attende il passaggio del corteo funebre. Neanche le madri di famiglia, solitamente restie a partecipazioni del genere (il boccone è troppo ghiotto), rinunciano ad assistere al passaggio della salma, accompagnate dalle burle strazianti del suo addolorato codazzo al seguito, solitamente, colpito dal prevedibile evento.
La manifestazione funebre è organizzata dal “Gruppo Amici de lu Paulinu”, in collaborazione con l’amministrazione comunale, il Coordinamento del Carnevale Grico (con la partecipazione della Pro-loco “A. Martano”); il Gruppo Donatori di Sangue-Fratres “A. Rosato”; la Cooperativa sociale “Open” di Parco Palmieri, l’Istituto Comprensivo, di Calimera, Caprarica, Martignano, e la Sartoria Popolare.
Dalle ore 19:30 entrerà in scena lo spettacolo teatrale in vernacolo di Antonio Apostolo, “La Sco…merica de l’aperta”. Tratta di un viaggio scelto da una coppia per caratterizzare l’edizione del Carnevale di quest’anno. Saranno in scena gli attori: Luigi Calò, nei panni di Nina Sconza, Oronzo Verri è Licchia Capocchia, Vitucciu è Gabriele Petruzzo, la domestica è Lucia Caldararo, a chiudere, don Nicola sarà Barnaba Friolo. Seguirà l’accensione della pira, che brucerà il fantoccio de lu Paulinu, ed il successivo arrivo delle Quaremme. Fantocci di vecchie che filano e rappresentano, simbolicamente, l’evolversi della vita, con le tre Parche: Clòto, Lachèsi ed Antropo, che segnano la vita dell’uomo. Da domani è Quaresima.


















