Alessandro Delli Noci

di Lino DE MATTEIS

La nostra regione avrà un marchio Made in Puglia per valorizzare i suoi prodotti. La Giunta regionale ha approvato l’atto di indirizzo per avviare il percorso di registrazione di un marchio collettivo geografico per i prodotti e servizi pugliesi al fine di sostenere lo sviluppo del territorio e valorizzare la Puglia sui mercati nazionali ed internazionali. «Per comprenderne la necessità – ha spiegato Alessandro Delli Noci, assessore regionale allo Sviluppo economico, al “Corriere del Mezzogiorno” di oggi – basterebbe riferirsi a quello che è successo qualche mese fa. Nei negozi di Dior, a Parigi e in altre grandi città del mondo, sono comparse delle luminarie, come quelle che siamo abituati a vedere nelle nostre sagre di paese. Ebbene da nessuna parte era scritto che quelle luminarie erano un prodotto dei nostri maestri artigiani». Non è la prima volta che la casa di moda francese Christian Dior viene accusata di “appropriazione culturale”, polemica che ha riguardato anche la sfilata di moda in piazza Duomo a Lecce la scorsa estate. L’esempio portato da Delli Noci è, dunque, calzante per sostenere la necessità di avere un Made in Puglia, anche se non sarà facile differenziare i prodotti delle “Puglie”: Capitanata, Terra di Bari e Salento. Data la conformazione geografica della regione, infatti, non basterà un generico Made in Puglia per specificare prodotti tipici locali come, per esempio, il prosciutto di Faeto, la focaccia barese o la frisella salentina. Ma intanto, ben venga il marchio regionale, nel futuro regolamento per il suo uso troverà certamente posto anche l’evidenziazione geografica dei prodotti tipici delle tre macro-aree regionali.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it