- Cosa c’era prima del Grande Salento? All’importante antecedente storico dell’antica Terra d’Otranto ci si sofferma in una curiosità contenuta ne IL GRANDE SALENTO DA SCOPRIRE Un viaggio insolito nel Tacco d’Italia attraverso quindici itinerari tematici, il volume curato da Lino De Matteis, per le Edizioni Grifo, in vendita nelle edicole di Brindisi, Lecce e Taranto in abbinata col “Nuovo Quotidiano di Puglia” (208 pagine a colori ad euro 8,80 + il prezzo del quotidiano).
L’antica “Terra d’Otranto” era una regione storico-geografica del sud Italia, circoscrizione amministrativa riconosciuta, ininterrottamente per ben otto secoli (1130-1927), dal Regno di Sicilia al Regno di Napoli, dal Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia. Fin dall’XII secolo, hanno formato parte integrante della Terra d’Otranto i territori delle odierne province di Brindisi, Lecce e Taranto e il territorio di Matera, fino a quando, nel 1663, quest’ultima città fu dichiarata capoluogo di Basilicata. I principali centri urbani di quest’area geografica erano Otranto, considerata il capoluogo storico, Taranto, Matera, Lecce, Brindisi e Gallipoli. Dopo il 1663, con l’uscita di Matera, la Terra d’Otranto si estendeva in lunghezza per circa 140 km, dalla Valle d’Itria fino a Santa Maria di Leuca, e in larghezza per circa 40 km, dal Golfo di Taranto fino al Canale d’Otranto. Nel 1861, con l’Unità d’Italia, la Provincia di Terra d’Otranto cambiò nome, assumendo quello di Provincia di Lecce, ma conservando lo stesso territorio, fino a quando non fu smembrato, all’inizio del XX secolo, con l’avvento del fascismo: nel 1923, fu istituita la Provincia di Taranto e, nel 1927, quella di Brindisi. Di recente la Società Geografica Italiana ha indicato il territorio del Grande Salento come ambito ottimale per l’istituzione della Regione Salento, nel quadro di un auspicato riassetto istituzionale del territorio nazionale.


















