Nel cuore del Cilento, un viaggio alla scoperta del nostro fragile equilibrio con la terra. Un omaggio alla Terra, al sacrificio di chi l’ha lasciata e a chi ha scelto di tornare a curarla. Un progetto che merita di essere sostenuto per il suo impegno sociale che coinvolge soprattutto il Mezzogiorno, Puglia e Salento compresi.

L’idea del documentario “La Terra mi tiene” nasce nel 2020, nell’anno della pandemia, su progetto della giornalista Sara Manisera, che lo scorso anno ha vinto la X edizione del “Premio Maglio” ad Alezio (Lecce). Racconta la storia di un chicco di grano, dalla semina alla mietitura, seguendo il ciclo naturale delle stagioni. Racconta la storia di una donna anziana, una delle migliaia di emigranti del Mezzogiorno d’Italia che ha scelto di andarsene negli anni Cinquanta, abbandonando le campagne, per migliorare la vita dei suoi figli, e dei figli dei suoi figli. Racconta la storia di chi sta provando a mettere in piedi nuove forme di economia civile e di agricoltura che rispettano i diritti delle persone e al tempo stesso l’ambiente in cui viviamo. Racconta di chi si prende cura dei suoli e della salute di tutti noi, attraverso il cibo che mangiamo. Ivan Di Palma è un contadino, laureato in filosofia, che ha scelto di ritornare nella sua terra natale ad Atena Lucana, per dedicarsi alla semina dei “grani del futuro”, insieme a un gruppo di compari e compare. Teresa Vallone è una donna anziana, una contadina che da giovane ha scelto di emigrare in Germania, abbandonando la terra per migliorare le condizioni di vita della sua famiglia. Le loro storie si intrecciano seguendo il ciclo delle stagioni e la vita di un chicco di grano, dalla semina alla mietitura nell’anno della pandemia, interrogandosi sul passato, sul presente ma soprattutto sul futuro della terra da lasciare ai propri figli.
«“La Terra mi tiene” – racconta Sara Manisera, autrice, regista e sceneggiatrice del filmato realizzato nella sua terra, il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – è un documentario che intreccia due dimensioni: una intima e personale, l’altra più sperimentale e visionaria. I territori raccontati, infatti, sono i luoghi da dove, cinquant’anni fa, i miei nonni, contadini e migranti, sono partiti, abbandonando la campagna per migliorare la loro vita, quella dei loro figli e, in qualche modo, anche la mia. Questa è una restituzione, un omaggio a chi ha scelto di andare via. Tornare per raccontare questa storia di riscatto e di “contadini visionari” è, per me, una forma di restituzione dei sacrifici fatti dai miei nonni e da tutte le persone che sono emigrate». «Questo documentario, però, è anche un ritorno – aggiunge Manisera –. Un viaggio nella memoria contadina che sta scomparendo ma che contiene i semi per immaginarsi un altro futuro. Seguendo il naturale ciclo delle stagioni e lo scorrere dei tempi della natura, come facevano i contadini del passato, Ivan, Antonio, Tazio, Mimmo e mia nonna ci raccontano la memoria e la fatica dei contadini, l’abbandono delle campagne, l’emigrazione, lo sfruttamento intensivo dell’agricoltura degli ultimi cinquant’anni ma anche di un meridione che non si lascia andare alla nostalgia e al vittimismo e che prova, partendo dalla memoria della civiltà contadina, a innovare, a restare nelle aree interne dell’Appennino, coltivando la biodiversità ed offrendo un modello di rinascimento ecologico della società».
LA TERRA MI TIENE
Regia: Sara Manisera
Soggetto e sceneggiatura: Sara Manisera
Autrici: Sara Manisera e Arianna Pagani
Fotografia: Arianna Pagani
Montaggio: Mattia Biancucci
Durata: 52′
Luogo: Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Anno di produzione: 2020/2021
Anno di distribuzione: 2022
Formato: DCP 2K
IL PROGETTO DA SOSTENERE
Sara Manisera
www.saramanisera.com / www.fadacollective.com
Ha lavorato per le principali testate nazionali e internazionali come Al Jazeera, Rai 1, La Repubblica, Arte, Libération, Internazionale, The Nation, Radio Svizzera Italiana (RSI), The New Humanitarian. In questi anni si è occupata di donne, conflitti, società civile, ambiente e ha realizzato reportage in Iraq, Siria, Libano, Tunisia, Kosovo e Bosnia. Nel 2018 ha vinto il Premio Ivan Bonfanti con un articolo sulle donne, mogli dei combattenti dello Stato islamico, e la Colomba d’Oro per la Pace con il webdoc Donne fuori dal buio, realizzato con Arianna Pagani in Iraq. Ha ricevuto una special mention al True Story Award con un’inchiesta sui desaparecidos in Siria. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo libro “Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne” (Aut Aut Edizioni).


















