Carovigno, spiaggia presso Torre Guaceto
  • Nell’Alto Salento, a nord di Brindisi, si trova una sintesi suggestiva tra mare, collina e pianura, un connubio perfetto tra Murge brindisine e costa adriatica, raccordate da una vallata digradante verso la Riviera dei Trulli, uno dei percorsi raccontati nella guida IL GRANDE SALENTO DA SCOPRIRE Un viaggio insolito nel Tacco d’Italia attraverso quindici itinerari tematici, il volume curato da Lino De Matteis, per le Edizioni Grifo, in vendita nelle edicole di Brindisi, Lecce e Taranto in abbinata col “Nuovo Quotidiano di Puglia” (208 pagine a colori, euro 8,80 + il prezzo del quotidiano).
Carovigno, Parco naturale di Torre Guaceto

Una sintesi suggestiva di mare, collina e pianura, un connubio perfetto tra Murge brindisine e costa adriatica, attraverso una vallata digradante verso la Riviera dei trulli nell’Alto Salento. La Selva di Fasano e Ostuni rappresentano terrazze naturali da cui spaziare con lo sguardo su un panorama affascinante, che si snoda tra campi coltivati, spiagge e basse scogliere, da Torre Guaceto a Savelletri, passando per Rosa Marina e Torre Canne. Una riviera con alle spalle l’entroterra di Ceglie Messapica e Villa Castelli, costellato di trulli, masserie, pajare, muretti a secco e ulivi millenari. Un’armonia di colori tra il verde della selva, il grigio degli ulivi, il bianco delle case, il marrone dei campi, l’azzurro del mare e del cielo. Un’esplosione di natura, ma anche un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni: qui è stata trovata Delia, la mamma più antica dell’umanità, mentre il sito archeologico di Egnazia ci parla dell’antica civiltà salentina greco-messapica. Tra i Comuni di questo itinerario, tre si possono considerare il “fronte mare” vero e proprio: Fasano, Ostuni e Carovigno, con le loro rispettive località marine di Savelletri e Torre Canne, Rosa Marina e Monticelli, Torre Santa Sabina e Torre Guaceto. Gli altri comuni sono l’“entroterra” della riviera, e alcuni di essi, come Locorotondo, Cisternino, Ceglie Messapica e Villa Castelli, fanno parte anche della Valle d’Itria.

Ostuni, Terrazza sulla riviera

Ostuni è detta anche la “città bianca”, per via del colore della calce con cui vengono ancora oggi dipinte le case del suo centro storico, abbarbicato su di un colle da dove si domina la vallata, sino al mare Adriatico. Città panoramica per eccellenza e rinomata località turistica, Ostuni deve proprio al suo centro storico una delle maggiori attrattive, con un dedalo di viuzze che convergono verso l’alto, tra vicoli e archi. Suggestiva la passeggiata lungo Via Cattedrale, che da Piazza della Libertà, con la Guglia di Sant’Oronzo, porta alla Basilica di Ostuni (XV secolo), posta alla sommità del colle più alto. Nel centro storico di Ostuni, nell’ex Convento delle Monacelle, che ospita il “Museo di Civiltà preclassiche della Murgia Meridionale”, è possibile ammirare il calco di Delia, che riproduce lo scheletro di una giovane donna prossima al parto, col feto ancora in grembo. La sepoltura, unica al mondo, risalente a circa 28.000 anni, è collocata nella grotta di Santa Maria di Agnano, presso l’omonima masseria. Tra le più belle della Puglia le spiagge delle sue località marine, da Costa Merlata a Villanova, da Monticelli a Rosa Marina, da dove è possibile ammirare la “città bianca” in tutto il suo affascinante splendore.

Fasano, Torrione delle Fogge

Al confine con la Terra di Bari, Fasano è il comune più settentrionale del Grande Salento. Il suo territorio si estende, da un lato, sulla costa adriatica e, dall’altro, si inoltra nella Valle d’Itria. Rinomata meta turistica la Selva di Fasano, a 400 metri sul livello del mare, con aria salubre e gradevoli panorami per chi voglia percorrerne a piedi i suoi viali alberati. Sulle pendici della Selva, lo Zoo Safari Fasanolandia, il primo zoosafari d’Italia e il terzo d’Europa, che offre la particolarità di poter osservare gli animali in libertà, percorrendo il parco con la propria automobile. In città vale la pena “perdersi” nel caratteristico centro storico, che in dialetto viene chiamato U’mbracchie, ombreggiato, perché le sue viuzze, con le case dipinte in calce bianca, come per Ostuni, garantiscono il fresco riparando dal sole, soprattutto nelle calde giornate estive. Girare nel centro storico significa imbattersi in numerosi edifici religiosi, come la Chiesa Matrice di epoca tardo-rinascimentale dedicata a San Giovanni Battista, la piccolissima Cappella di Santa Maria delle Grazie, ritenuta la chiesa più antica del paese, quella di Sant’Antonio Abate, con il suo antico chiostro francescano, quelle di San Francesco d’Assisi e di San Francesco da Paola, ecc.. Il centro del paese è la bianca Piazza Ciaia, con i due corsi principali in chianca locale che la costeggiano, l’orologio e i sontuosi palazzi, l’arco del Balì, i portici delle Teresiane (antico convento del XVI secolo adiacente alla Chiesa del Rosario diventato oggi una suggestiva galleria commerciale e luogo di ritrovo) e il Palazzo del Balì (attualmente sede del municipio), alle cui spalle si apre un caratteristico slargo chiamato Piazza Mercato Vecchio. Dalle viuzze del centro storico si giunge al Torrione delle Fogge, unico torrione superstite dell’antica cinta muraria, che nel ‘600 circondava la “Vecchia Terra”, come era detto il borgo.

Fasano, Savelletri, Parco archeologico di Egnazia

Di particolare attrattiva le località marine di Savelletri e Torre Canne con le terme. Il territorio di Fasano, abitato sin dalla preistoria, come dimostra la presenza del dolmen di Montalbano, risalente all’Età del Bronzo, e i numerosi insediamenti rupestri, come quello del parco rupestre di Lama d’antico, ha nel Parco archeologico di Egnazia la sua attrattiva più importante. Egnazia, importante centro messapico, di cui restano le poderose mura di difesa e le necropoli, fu rinomata sede di manifatture ceramiche nel IV e III secolo a.C.. Il suo toponimo deriva dal fatto che nel suo porto terminava la via Egnazia, l’antica strada di comunicazione che congiungeva Roma all’Adriatico, per le rotte verso l’Egeo e il Mar Nero. Citata da Plinio, Strabone ed Orazio, Egnazia è uno dei più interessanti siti archeologici della Puglia.

Carovigno, Torre Guaceto

L’altro comune “fronte mare” è Carovigno, anch’esso collocato in una zona collinare, che digrada verso le marine di Torre Santa Sabina, Pantanagianni e Torre Guaceto. Vale la pena una visita al suo caratteristico centro storico, entrando da una delle tre porte ancora esistenti: Porta Brindisi, affiancata alla Torre civica, Porta del Prete, che introduce ad una stradina caratterizzata da vari archi, e Porta Nova, detta anche Porta Ostuni. Tra gli edifici religiosi, di particolare interesse la Chiesa Madre dedicata all’Assunta che, costruita nel XIV secolo e più volte ricostruita, conserva, dell’originario edificio cinquecentesco, uno spettacolare rosone sul fianco destro; e il Santuario di Maria Santissima del Belvedere, situato a quattro km dal paese, in direzione del mare, costruito nel 1875 al posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta che si raggiunge scendendo 47 scalini. Tra gli edifici civili non si può perdere una visita al Castello Dentice di Frasso, che sorge nel punto più alto del paese ed è costituito da tre torrioni, uno diverso dall’altro (quadrato, circolare, a mandorla), costruiti tra il XII e XV secolo. Il castello ha anche una cappella, la Chiesa di Sant’Anna. C’è poi il Castello di Serranova, nei pressi della omonima borgata, edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Sul litorale ci sono le torri di avvistamento, Torre Guaceto e Torre Santa Sabina, del XVI secolo. Torre Santa Sabina, che ha una particolare forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, fu costruita sul luogo di un precedente villaggio e porto di antica tradizione storica; era sede di una stazione postale lungo il corso della antica via romana Traiana. La Riserva naturale di Torre Guaceto, posta sul litorale adriatico, prende il nome dell’omonima torre ed è un’area naturale protetta di particolare bellezza, più volte insignita per la purezza e trasparenza delle sue acque. Si estende per circa 1.200 ettari, con un fronte marino di 8.000 metri. Al suo interno vi sono piccole zone umide, che si formano dopo le piogge e che scompaiono nei periodi caldi, ed alcune fonti sorgive di acqua dolce, anch’esse stagionali.

San Vito dei Normanni, Via Crispi

Più a sud si trova San Vito dei Normanni, che, pur non avendo sbocchi diretti sul mare, si trova a pochi chilometri da Torre Guaceto. Interessante a San Vito dei Normanni dare un’occhiata al medioevale Castello Dentice di Frasso, che, con la sua torre quadrata, domina la piazza principale del paese, proprio di fronte al Municipio. Intorno alla torre c’è un ampio cortile su cui si affaccia la costruzione cinquecentesca della residenza.

Ceglie Messapica, Torre dell’orologio

Nella fascia retrostante i comuni “fronte mare” si trovano, partendo da sud, San Michele Salentino, Villa Castelli, Ceglie Messapica, Cisternino e Locorotondo, che rappresentano l’entroterra della Riviera dei Trulli al confine con la Valle d’Itria, di cui pure fanno parte. Villa Castelli, il comune più nell’entroterra di quest’area, a sud dell’altopiano delle Murge salentine, registrava un tempo un’abbondante presenza di trulli, come documentano le foto d’epoca, oggi quasi completamente scomparsi. Ad appena due chilometri dal centro abitato, si trova il sito archeologico di Pezza Petrosa, sulla strada per Grottaglie, necropoli di un avamposto militare greco esistito tra il IV e il I secolo a.C., in una zona che presenta tracce di frequentazione dal Neolitico all’alto Medio Evo. Il centro abitato, che fa parte anche del “Parco naturale delle Gravine”, è attraversato da una gravina, nel mezzo della quale, sul versante occidentale, si trova un frantoio ipogeo, il Frantoio del Duca, risalente al XVIII secolo, realizzato nelle grotte della gravina. Le due sponde della gravina sono collegate dal Viadotto dell’Impero, un ponte a nove arcate in pietra, realizzato negli anni Trenta del secolo scorso. Nel territorio di Villa Castelli, da una sorgente in contrada Antoglia, detta Fonte Strabone, nasce il Canale Reale, un corso d’acqua che sgorga a nord della Chiesa di Santa Maria dei Grani, nel territorio di Francavilla Fontana e, dopo aver percorso quasi 50 km, attraversando i territori dei comuni di Oria, Latiano, San Vito dei Normanni e Carovigno, sfocia nell’oasi di Torre Guaceto.

Foto Eduardo De Matteis