Riesplode nel Pd pugliese lo scontro sulla segreteria regionale del partito. La nomina ad assessore alla Sanità di Rocco Palese, persona sicuramente capace e di lunga esperienza ma proveniente da Forza Italia, non mette sotto accusa solo il governatore Michele Emiliano, che continua disinvoltamente ad allargare il suo potere personale con le geometrie variabili, ma anche il segretario del Pd, Marco Lacarra, che non riesce ad arginarlo a danno del suo partito, che continua a perdere voti, a vantaggio delle civiche di Emiliano, e potere contrattuale nella maggioranza regionale, pur essendo il partito più grosso.

Il percorso del governatore Emiliano è costellato di episodi di accordi e incarichi ad esponenti del centrodestra, ma, dopo il sostegno al sindaco di destra di Nardò, Pippi Mellone, questo della nomina di Palese sembra aver definitivamente alimentato le fiamme che covavano sotto la cenere nel Pd, che pure, provvisoriamente, sembrava aver congelato la fase precongressuale in una sorta di tregua armata.

Lacarra sta provando in tutti i modi a gettare acqua sul fuoco delle polemiche, ma senza molto riuscirvi. «L’indicazione di Rocco Palese – dice Marco Lacarra – non può non creare imbarazzo e turbamento a chi, anche nel nome di Emiliano, lo ha fortemente avversato sul territorio ricordandogli le notevoli falle nella gestione del Bilancio e della Sanità che hanno caratterizzato l’era Fitto. Fermo restando il rispetto per le scelte del presidente, che gode del pieno diritto di individuare figure di sua fiducia nella composizione della Giunta, il Pd, pur informato preventivamente di questa decisione, ritiene necessario un approfondimento della situazione politica». A favore della nomina anche il capogruppo del partito in consiglio regionale, Filippo Caracciolo, che definisce «la scelta del presidente Emiliano improntata al riconoscimento della competenza e della conoscenza del territorio».

Troppo poco per la bordata di proteste che si è sollevata subito dopo la notizia della nomina di Palese, dal deputato dem barese Alberto Losacco, che trova «politicamente inopportuno innanzitutto il metodo che ha portato alla nomina di Palese ad assessore alla Sanità al posto di una figura eletta nel centrosinistra»; al parlamentare dem Michele Bordo che chiede che «si faccia immediatamente una discussione politica a tutti i livelli nel partito. Basta con questi trasformismi senza freni»; al consigliere regionale Fabiano Amati, che chiede «di ritirare gli assessori e di concedere alla maggioranza il solo appoggio esterno, in coerenza con la contrarietà a questo epilogo espressa ripetutamente dal segretario regionale Lacarra»; al consigliere regionale Michele Mazzarano, che definisce Palese «un assessore di Forza Italia trapiantato nel centro sinistra. Sono curioso di vedere se egli ha mantenuto la stessa idea di sanità dell’epoca Fitto in cui è stato complice consapevole di scelte sciagurate o se è stato folgorato sulla via di Damasco».

I cocci questa volta sembrano difficilmente componibili e il regolamento dei conti non potrà che avvenire nel congresso regionale che, prima o poi, si dovrà tenere. I critici hanno posto l’esigenza di un passo indietro di Lacarra per consentire l’individuazione di un candidato condiviso, ma se questo non avverrà sarà inevitabile la conta e, questa volta, l’ala critica non potrà esimersi dal presentare un proprio candidato.

L.d.M.