Ha suscitato stupore l’uscita del primo cittadino della città metropolitana di Bari, Antonio Decaro, che, nell’intervista a “Nuovo Quotidiano di Puglia”, del 12 agosto scorso, ha sorprendentemente dichiarato, tra l’altro, che la strada che collega il capoluogo regionale a Lecce «dovrebbe diventare a sei corsie». Una conversione sulla via di Damasco per fare mea culpa del baricentrismo imperante? Qualcuno, come il notaio Enrico Astuto, ha proposto sul suo profilo facebook una chiave di lettura pertinente: a Bari fa paura «la prospettiva che Lecce coltivi la possibilità di puntare per le vie di comunicazione su gomma e su ferro sull’alternativa tirrenica, attraverso Taranto, scelta che, se avvenisse, oscurerebbe la centralità di Bari verso Brindisi e Lecce su un versante e verso Taranto sull’altro». E giustamente Astuto sollecita «l’intero territorio salentino ed i suoi capoluoghi perché quella alternativa sia fermamente perseguita e realizzata». In realtà, con l’eccezionale calura di quest’anno, l’uscita di Decaro appare più una battuta ferragostana, fatta sotto l’ombrellone, sapendo che i suoi interlocutori sono salentini. Ci sarebbe stata bene pure l’autostrada fino a Leuca. E perché no? Al sindaco di Bari, da fine politico, non sarà certo sfuggito che ad intervistarlo era un giornale salentino, anche se da qualche giorno pubblica un’edizione barese. La proposta di un miglior collegamento stradale e ferroviario con Brindisi, Lecce e Taranto, era il minimo sindacale che Decaro doveva sostenere parlando prevalentemente a dei salentini. Tant’è che, a scanso di equivoci e per non creare troppe illusioni, ha riconosciuto come prioritaria anche la variante stradale a sei corsie di Bari, che per un sindaco barese sarà certamente molto “più prioritaria” della strada per Lecce. State certi che, passate le ferie e chiuso l’ombrellone, Decaro avrà ben altro a cui pensare che non i collegamenti con il sud della Puglia.
Buone vacanze sindaco, e grazie per il pensiero!
L.d.M.


















