Corigliano d'Otranto, Arco Lucchetti

di Fernando DURANTE

Il “Piano di sviluppo turistico della Grecìa Salentina”, presentato ieri nella sala della Cavallerizza del Castello-De Monti, di Corigliano d’Otranto, mira a destagionalizzazione il turismo e rilanciare l’economia imprenditoriale di un popolo che emigra. Scritto dalla gente e per la gente attraverso una serie di incontri nei vari paesi. Gente che viene da lontano e porta con sé la ricchezza di un’antica lingua, di tradizioni e culture identitarie. In grado di costituire la base di rilancio economico e sociale, non solo in quei nove paesi fondatori (oggi si sono allargati a Sogliano Cavour e Cutrofiano), all’epoca sconosciuti (la sua nascita data 1989), ed ora noti in tutto il mondo, ma anche in tutto il Salento ed all’intera Puglia.

La collaborazione con l’Università del Salento nella stesura del Piano ha contribuito ad elaborare le idee, arricchire l’offerta turistica, migliorandola, suggerire misure di rilancio ed attrattiva imprenditoriale. Fabio Pollice, Magnifico Rettore dell’Università del Salento, convinto sostenitore di una idea radicata sulla cultura e tradizione della gente coniugate allo sviluppo industriale, ha anche sottolineato che, «oggi il Salento oltre che essere un richiamo turistico importante per cultura ed il suo mare, è anche attrattivo per le aziende». Suggerendo di superare la competitività fra le imprese che operano sul territorio e puntare, invece, «sull’aggregazione di attività per far crescere l’economia dei comuni e fermare quell’emorragia di partenze dei giovani verso il nord. A questo serve il Piano – ha sottolineato Pollice – unire, coordinare e orientare». Poi un richiamo verso le amministrazioni comunali che, «devono collaborare e seguire i suggerimenti del Piano, nato dall’ascolto della gente, per raggiungere gli obiettivi prefissati».

Ad accogliere i partecipanti alla presentazione è stata la sindaca del paese ospitante, Dina Manti, che ha esordito sottolineando il fatto che i sindaci della Grecìa hanno costruito «un sistema per rendere questo territorio unico che accomuna storia e lingua di questi paesi con cui, oggi, progettiamo il loro futuro». Un futuro che nel Piano, ha ripreso il presidente dell’Unione, Roberto Casaluci, «costituisce un punto di ripartenza, non un punto di arrivo». Sulle idee in esso contenute, «abbiamo investito, rigenerato e valorizzato gli sforzi storici fatti da chi ci ha preceduto. Oggi, dotiamo il territorio di una strategia affinché il turismo diventi motivo di sviluppo dell’intero territorio fondato su Cultura ed Ambiente, rispettando il Patto ambientale dei sindaci che prevede la riduzione di CO2 entro il 2030».

Ad entrare nel merito dello strumento sono state due collaboratrici di Pollice a cui ha affidato lo sviluppo delle idee: Federica Epifani e Sara Nocco. Entrambe hanno suggerito di valorizzare quell’antica lingua che fu di Omero, portandola nelle scuole, stimolando attenzione verso l’Ambiente e Territorio, Innovazione sociale, nonché valorizzazione della dignità culturale di tutto il territorio. È stata, poi, la volta dei politici presenti, dal parlamentare Claudio Stefanazzi, ad Andrea Caroppo, a Paolo Pagliaro, a Paride Mazzotta. Tutti si sono impegnati a sostenere il progetto. Presenti tutti i sindaci grichi. Si è parlato poco delle emozioni che suscita ancora una lingua in chi la parla, e dei rimpianti di chi ha perduto l’occasione di poterlo fare e non lo ha fatto. Ci saranno altri momenti per farlo. Speriamo.