Zollino, Sakellaropolou tra il calore della gente

In un clima quasi familiare, si è conclusa la prima giornata della visita della presidente greca Katerina Sakellaropolou nella Grecìa Salentina. «Sono orgogliosa – ha detto – di fare parte di una comunità come la vostra che costituisce un ponte di pace in un momento in cui ce n’è molto bisogno».

di Fernando DURANTE

Carpignano, il saluto alla presidente all’esterno della cripta di Santa Cristina

Un abbraccio tenero, dolce, appassionato, lungo dodici paesi, tante quante sono le comunità che compongono la Grecìa Salentina, ha accolto l’arrivo della presidente della Grecia, Katerina Sakellaropolou, nella Grecìa Salentina. «Ho tanto atteso da molto tempo  questo momento, ma mai avrei immaginato di arrivarci come presidente della Grecia», ha esordito la prima cittadina ellenica nel saluto di apertura a Castrignano dei Greci, prima tappa del suo intenso tour che ha toccato i dodici paesi che, oggi, compongono il territorio dell’area elleonofona, attesa dal presidente dell’Unione della Grecìa Salentina e sindaco della cittadina, Roberto Casaluci . Paese in cui, fra l’altro, ha inaugurato una stele in ricordo della sua visita, in piazza Berlinguer.

Zollino, il sindaco consegna una targa ricordo alla presidente

In numerose occasioni l’emozione ha interrotto il suo intervento. «Mi trovo nell’angolo di mondo più greco che io abbia mai visitato per lingua e territorio. Basta guardare le costruzioni delle vecchie case, i muretti a secco, le strade, mi sembra di essere in Grecia», ha rilevato l’illustre ospite, commossa di fronte ai canti in grico dei ragazzi delle scuole dei vari paesi. Impressione ripetuta anche la sera nel corso della cerimonia di assegnazione della cittadinanza onoraria della Grecìa Salentina, a Calimera. Ad attenderla presso i giardini della cittadina è stata l’intera amministrazione comunale. Luogo in cui è presente una stele attica risalente al IV sec. a.C., dono di Atene alla comunità calimerese, nel 1956. Reca incise le parole di “Patroclia di Proclide da Atmon”: “Zeni en’ise ettù sti Calimera (straniera tu non sei qui a Calimera)”. Parole che la presidente ha fatto subito sue: «Neanch’io mi sento straniera fra di voi», ha detto. A dare il benvenuto all’ospite è stato proprio Andrea Aprile, consigliere comunale, figlio del sindaco dell’epoca, Giannino. L’amministratore, fra l’altro, ha fatto anche un escursus delle personalità locali che hanno avuto a cuore la difesa e dato lustro all’antico grico. Personaggi presenti sul luogo, con busti bronzei, come Vito Domenico Palumbo, Pasquale Lefons, Giuseppe Gabrieli a Brizio De Santis.

Calimera, davanti alla stele attica del IV sec. a.C.

In piazza del Sole gremita di gente, poi, la presidente ha accettato, «con orgoglio» la cittadinanza onoraria offerta dal presidente dell’Unione, Casaluci, per conto dei sindaci dei paesi grichi presenti. «Sono orgogliosa di fare parte di una comunità come la vostra che, come quella greca, costituisce un ponte di pace in un momento in cui ce n’è molto bisogno». Ed ha continuato sostenendo di sentirsi parte di una grande territorio comune che annovera poeti e musicisti, «come il vostro Franco Corlianò che, con la sua “Andrammu pai”, nota canzone cantata in tutta la Grecia, ha unito le due parti dell’Adriatico». Ancora più antica l’amicizia con il nostro ricercatore e studioso greco Anastasi Karanastasis che tante volte fu presente in paese per ricerche glottologiche. «Il vostro è un territorio ricco di lingua e tradizioni greche: difendetelo», ha stimolato. Perché, «quando una lingua muore, con lei, muore un modo di vivere, muore un modo di comprendere un passato ed un presente ed il futuro sarà più povero». Pensiero condiviso dal sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi. «Per me», ha continuato la presidente ellenica all’accettazione della cittadinanza, «l’assegnazione della cittadinanza mi commuove fortemente e ancor più mi commuove l’affetto che mi esprime la gente. Spero che un futuro prossimo possa vedere i ragazzi protagonisti e conoscitori di un’antica e melodiosa lingua come quella greca».

Calimera, piazza del Sole per la cerimonia di gemellaggio

Poi, di corsa verso la vicina Martignano. Luogo in cui ha visitato la prestigiosa biblioteca inserita fra le antiche volte di Palazzo Palmieri. A Sternatia, il paese in cui si parla maggiormente l’antico linguaggio grico, quando le prime ombre della sera scendono fra le viuzze del centro storico, la comitiva varca il portone del medievale Palazzo Granafei con i suoi affreschi, poi una visita al frantoio ipogeo, la chiesetta ipogea di San Sebastiano e l’antico centro. La vicina Soleto ha aperto le porte della chiesetta medievale di Santo Stefano ed il suggestivo centro.

Oggi, ad attendere l’illustre ospite saranno le comunità di Cutrofiano, Sogliano Cavour, Martano e Corigliano d’Otranto.