
Bene, la strada verso i Giochi del Mediterraneo sembra aver superato gli ostacoli più ingombranti. I due mesi di tempo in più, spostando l’inizio al 22 agosto, invece che a giugno, del 2026, per evitare la concomitanza con i Mondiali di Calcio, deciso ieri dal Comitato internazionale dei Giochi riunito a Tirana, danno certamente maggiore tranquillità. Soddisfatti il commissario Massimo Ferrarese e il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Ora si tratta di mettersi a correre per la preparazione degli impianti sportivi che ospiteranno le competizioni delle varie discipline, non solo a Taranto ma anche a Brindisi e Lecce. Appare, invece, singolare l’idea di ospitare le migliaia di partecipanti su una nave da crociera al largo del Mar Grande, una sorta di “prigione dorata” per atleti e delegazioni, che dovrebbero sottostare al traghettamento ogni qual volta dovranno spostarsi per gareggiare, senza neanche la possibilità di poter vagare a piacimento in città. Non credo che è un’idea che piacerà agli albergatori, ristoratori ed esercizi commerciali sulla terraferma nei momenti liberi. L’occasione dei Giochi del Mediterraneo, in realtà, dovrà essere un’occasione per trasformare il Grande Salento in un albergo diffuso, per ospitare non solo atleti e delegazioni sportive, ma anche le migliaia di tifosi e turisti che in quella circostanza verranno a visitare le nostre contrade. Le brevi distanze della penisola salentina agevolano questa soluzione, perché allora non sfruttare questo vantaggio geografico?
L.d.M.

















