Per la presidente di Italia Viva «i consumatori si difendono con una informazione trasparente e corretta. In Europa prevalga la ragionevolezza»
«Non è una caccia alle streghe, dettata da pregiudizi e vizio ideologico, quella di cui hanno bisogno i cittadini europei ma di una informazione corretta e trasparente che li orienti nelle scelte consapevoli, anche nel consumo di vino. Affermare, come fa la Relazione della Commissione speciale contro il cancro (Beca), che il consumo di alcol è tout court fattore cancerogeno, indipendentemente dalla qualità e dalla quantità, dalla cultura e dagli stili alimentari, dalla consapevolezza, equivale a demonizzare secoli e secoli di quella raffinata storia agroalimentare che si chiama vitivinicoltura, nel cui ambito si lavora ormai da decenni per la sostenibilità e l’eccellenza, di conseguenza mettendo automaticamente fuori gioco un segmento di eccellenza che nel mondo fa rima con made in Italy. Non se lo può permettere il nostro Paese e non se lo può permettere l’Europa», così la presidente di Italia Viva senatrice Teresa Bellanova, viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibili, in merito all’orientamento dell’Europa di voler considerare nocivo il vino.
«Negli anni scorsi – prosegue Bellanova – la nostra posizione in Europa in tema di etichettature nutrizionali e di origine è sempre stata netta e determinata: difesa delle nostre eccellenze agroalimentari, difesa delle Dop e delle Igp, no alle etichette a semaforo e a riduttive e fuorvianti semplificazioni, sì ad una informazione corretta e trasparente per stili di vita sani e consapevoli. Una posizione che aveva visto man mano crescere intorno alla nostra proposta attenzione e sostegno in virtù anche del suo porsi a difesa della dieta mediterranea, che certo non può essere considerata fattore di rischio ma di vitalità e benessere».
«Per questo – conclude Bellanova – ci auguriamo che nella plenaria di Strasburgo la prossima settimana prevalgano ragionevolezza e consapevolezza, contro ogni riduzionismo e contro ogni omologazione, e che vengano accolti i quattro emendamenti alla relazione presentati da oltre 150 deputati dei maggiori gruppi europei, sottoscritti e sostenuti anche dai deputati di IV. Piuttosto che demonizzare sarebbe invece intelligente e saggio oltre che lungimirante, proprio come postura scientifica, voler promuovere campagne di informazione alimentare che spingano sempre di più i cittadini europei verso un consumo intelligente, consapevole, sostenibile. Un consumo di cui il vino, come ci dicono intere biblioteche e secoli e secoli di raffinata cultura alimentare, può e deve fare tranquillamente parte».


















