Da sinistra: Marco Lacarra, Giovanni Procacci, Michele Emiliano e Francesco Boccia alla presentazione della Federazione “Insieme per la Puglia”

di Lino DE MATTEIS

Si sa che Michele Emiliano è un magistrato in aspettativa per motivi elettorali e non può essere iscritto ad un partito politico, proprio in quanto ancora formalmente appartenente alla Magistratura. Per questo motivo, anzi, ha dovuto rinunciare alla tessera del Pd, a cui apparteneva. Emiliano, dunque, può essere candidato ad assemblee elettive e ricoprire incarichi istituzionali, come appunto quello di presidente della Regione Puglia e, prima ancora, di sindaco di Bari, ma non aderire a partiti o movimenti politici. Tutti i cittadini, magistrati compresi, sono liberi di fare politica in generale, ma un problema di valutazione dei limiti di questa attività si pone per un magistrato quando essa potrebbe essere rivolta al sostegno di uno specifico soggetto politico.

È evidente che il passaggio dalle liste civiche elettorali, come “Con Emiliano” e “Popolari con Emiliano”, ad una “federazione di civiche” segna una possibile direzione di marcia verso la formazione di un soggetto politico. È opinione diffusa, e non smentita dall’interessato, che le intenzioni della neonata Federazione “Insieme per la Puglia”, presentata ieri a Bari, sono quelle di costituire un soggetto politico che possa sedere al tavolo delle intese elettorali alle prossime scadenze amministrative e politiche. Emiliano non fa mistero che sia così, ma si guarda bene da usare espressioni come “partito” o “movimento”, ben conscio dei limiti che gli derivano dalla sua appartenenza alla Magistratura.

Emiliano si trova così ad agire ai limiti della compatibilità istituzionale, poiché i confini tra una “federazione di liste”, che intende organizzarsi in soggetto politico per partecipare alle prossime elezioni, e un partito o movimento politico veri e propri sono molto labili. La federazione, che, per altro, aspira a diventare un soggetto politico nazionale, sarà composta da iscritti e avrà necessariamente bisogno di organismi dirigenti per coordinarne l’attività. Emiliano si guarderà bene dall’aderirvi formalmente e si vedrà costretto ad agire come “mandante politico” della sua creatura, affidandola a suoi uomini di fiducia, fedeli esecutori delle sue volontà.

Avendola ideata, voluta e concepita, la Federazione “Insieme per la Puglia” sarà quindi eterodiretta dal governatore, che deciderà tutto, incarichi e linea politica. Emiliano sarà dall’esterno il “garante”, “padre e padrone” del civismo trasversale plasmato a sua immagine e somiglianza, proprio come è avvenuto con il movimento pentastellato di Beppe Grillo, il comico che, avendo problemi con la giustizia, non ha mai voluto assumersi in prima persona la responsabilità della guida politica del suo movimento. Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà che il M5s sta vivendo, proprio per via di quel “peccato originale” di Grillo.

A differenza del M5s, che era un movimento autonomo, la federazione di Emiliano vive un’altra contraddizione: l’essere nata con la benedizione del Pd pugliese, presente ieri alla kermesse civica con il segretario regionale Marco Lacarra, l’ex ministro e responsabile nazionale del Pd per gli enti locali Francesco Boccia e l’ex eurodeputato ed ex senatore del Pd Giovanni Procacci, in veste, quest’ultimo, di consigliere politico di Emiliano e gran cerimoniere della iniziativa fondante della federazione civica. Se è legittima, pur con i limiti del suo promotore che abbiamo visto, la nascita di una federazione di liste, appare incomprensibile che il più grande partito del centrosinistra, su cui si regge la maggioranza alla Ragione, sostenga e sponsorizzi un’iniziativa politica che, come già si è visto, drenerà voti allo stesso Pd. Se Emiliano riveste la figura di “mandante politico” dell’iniziativa, il Pd appare come suo “complice politico” di questo pasticcio politico.

Non tutto il Pd pugliese però intende rendersi “complice” della deriva del civismo emilianiano che “rischia di svaporare in un cartello elettorale”. Tra i più decisi oppositori il senatore e presidente della Commissione politiche europee Dario Stefàno per il quale «il Pd in Puglia, invece di essere perno di un campo largo, sembra al servizio del disegno egemonico di civismo trasversale di Emiliano». Molto dipenderà dal prossimo congresso regionale dei dem, se i rinnovatori riusciranno ad eleggere un nuovo segretario regionale condiviso, voltando pagina rispetto a Lacarra, diventato troppo divisivo per la sua accondiscendenza ad Emiliano.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it