di Lino DE MATTEIS

L’allargamento della perimetrazione delle Zone economiche speciali (Zes) su cui è impegnata la Regione Puglia, insieme ai commissari straordinari in attesa di assumere la piena operatività, potrebbe essere l’occasione per una proposta di riassegnazione alle tre province salentine di Brindisi, Lecce e Taranto di un’unica organica Zes, contro lo spezzatino che caratterizza oggi l’area del Grande Salento. Spezzatino che di fatto penalizza alcune aree produttive affiancate a quelle delle Zes ma che, per pochi metri, non rientrano nei benefici economici, non appartenendo ai comuni privilegiati dal provvedimento governativo e dalla selezione operata dalla Regione. In attesa della nuova perimetrazione delle Zes pugliesi, le tre province interessate potrebbero far sentire insieme la propria voce sulla base del protocollo d’intesa “Terra d’Otranto: dalle radici il futuro”, unanimemente sottoscritto dai sindaci dei tre capoluoghi, dai rispettivi presidenti di Provincia e dal rettore dell’Università del Salento, ma, fino ad oggi, rimasto lettera morta.

I cinque poli interessati dalle due Zes in Puglia, quella adriatica e quella jonica

La Puglia deve individuare complessivamente altri 350 ettari da inserire nelle due Zes attualmente previste per l’intera regione, quella adriatica e quella ionica.

La Zes interregionale Adriatica Puglia-Molise (commissario Manlio Guadagnuolo) comprende per il versante pugliese oltre i porti di Bari, Barletta, Brindisi, Manfredonia, Molfetta, Monopoli, le aree produttive raggruppate intorno ai poli produttivi principali di Bari, Brindisi, Lecce, Foggia e Barletta. Ed anche altre infrastrutture logistiche quali gli aeroporti di Foggia, Bari e Brindisi, l’interporto regionale della Puglia e la piattaforma Logistica di Incoronata. Complessivamente la parte pugliese di questa Zes è di 2.628,49 ettari. Tredici i comuni salentini interessati: oltre a Lecce e Brindisi ci sono Fasano, Galatina, Soleto, Surbo, Matino, Melissano, Taviano, Galatone, Nardò, Ostuni, Casarano.

La Zes interregionale Ionica Puglia-Basilicata (commissario Floriana Gallucci) si incentra per la parte pugliese su tre snodi logistici principali: il porto di Taranto, l’aeroporto di Grottaglie e il centro intermodale di Francavilla Fontana. Complessivamente il territorio pugliese di questa Zes è di 1.518,41 ettari. Dodici i comuni salentini interessati: oltre a Taranto ci sono anche Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana, Grottaglie, Manduria, Martina Franca, Massafra, Monteiasi, Mottola, San Giorgio Ionico, Statte.

Tenendo conto che l’intero Grande Salento è un fazzoletto di terra di 7.105 kmq, costellato da una miriade di 145 comuni, spesso quasi attaccati tra di loro, non si comprende perché l’intera area della penisola non possa essere accorpata in un’unica zona economica speciale, rendendo tutto il territorio più omogeneo e rafforzando le sue potenzialità di sviluppo, senza discriminare le aree produttive che di fatto sono attaccate a quelle delle Zes. Le caratteristiche geografiche del Grande Salento consentono praticamente a tutti i comuni e alle aree produttive presenti sul loro territorio di utilizzare allo stesso modo le infrastrutture dei trasporti presenti nelle tre province di Brindisi, Lecce e Taranto, che sono il perno su cui si basa la selezione fatta dalla Regione Puglia su richiesta del governo.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it