«L’Unione europea è il solo attore continentale che possa agire per calmierare i prezzi dell’energia, sostenendo le attività produttive, assicurando i servizi ai cittadini e, al tempo stesso, agendo sul terreno delle energie rinnovabili», sostiene Dario Stefàno, presidente della Commissione politiche euorpee del Senato. «Come sempre, le parole del Presidente Mattarella aiutano a fare chiarezza sul balletto interno tra scostamento di bilancio sì e scostamento di bilancio no, o ancora, tra chi invoca il tetto nazionale al prezzo del gas e chi spinge perché l’Unione si attivi su uno a livello comunitario». «Di fondo c’è una verità – aggiunge Stefàno – ed è quella che, così come accaduto con la pandemia, da questa crisi economica scatenata dall’aumento vorticoso dei prezzi dell’energia non se ne esce da soli. Molti Paesi europei, nei mesi precedenti, hanno sperato di cavarsela da sé come, ad esempio, la Germania che ha esitato, fino a pochi giorni fa, a sostenere qualsiasi iniziativa sul tetto al prezzo del gas nel timore di innescare una ritorsione di Mosca sulle forniture. Un atteggiamento doppiamente perdente perché l’aumento delle tariffe si è comunque verificato e, soprattutto, Mosca ha continuato a fare il gioco del gatto con il topo chiudendo il Nord Stream 1 e minacciando di non riaprirlo. È evidente, allora, come ricordato anche dalla Von der Leyen che serve una iniziativa europea forte ed immediata. L’Europa non deve aver paura di avere coraggio ma l’Italia non sia timida e intermittente nel sollecitare una iniziativa immediata e coraggiosa».


















