Città dalle antichissime origini, definita la “Porta d’Oriente” per via della posizione strategica del suo porto, considerato uno dei più grandi del Mediterraneo e utilizzato già al tempo dai romani, terminale della via Appia, stazione della mitica “Valigia delle Indie”, sede provvisoria del Regno d’Italia dal 1943-44, crocevia di culture e di genti e tanto altro ancora, Brindisi ha tutte le carte in regola per concorrere a Capitale della Cultura 2027. E bene ha fatto il suo sindaco, Pino Marchionna, a decidere di lanciarne la candidatura, sostenuta anche dal presidente della Provincia, Toni Matarrelli. Ma il sostegno al capoluogo adriatico deve arrivare unanimemente anche dagli altri 144 comuni salentini e, in particolare, dagli altri due capoluoghi di provincia, Lecce e Taranto. Serve il sostegno incondizionato di tutti, perché il suo auspicabile successo non porterà benefici solo a Brindisi ma all’intero Grande Salento, così come sarà per il Giochi del Mediterraneo, previsti a Taranto nel 2026. La penisola salentina ha bisogno di fare squadra per crescere, non sprecando occasioni come questa per far sentire la solidarietà di tutti e mettendo in pratica, concretamente, quello spirito confederativo manifestato in tante occasioni, ma troppo spesso rimasto sulla carta. (L.d.M.)


















