La nuova Giunta della Camera di commercio Brindisi Taranto

La nuova Camera di Commercio Brindisi-Taranto dopo aver eletto a fine febbraio il presidente Vincenzo Cesareo – già presidente di Confindustria Taranto – ieri ha eletto la nuova Giunta a sette. Ne fanno parte Domenico D’Amico per l’artigianato (9 voti), Salvatore Toma per trasporti e spedizioni (9), Alfonso Cavallo per l’agricoltura (8), Franco Gentile per l’artigianato (8), Leonardo Giangrande per il commercio (8), Matilde Contento per il commercio (7) e Gabriele Menotti Lippolis per l’industria (7). Tutti di Taranto, all’infuori di Gentile e Menotti Lippolis che rappresentano Brindisi. Prossimi passi, ora, l’elezione da parte della giunta del vice presidente vicario a Brindisi e del vice presidente a Taranto. Tra gli ospiti presenti ieri, Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, e Luciana Di Bisceglie e Mario Vadrucci, rispettivamente presidenti Unioncamere Puglia e Camera di Commercio di Lecce. La fusione delle due Camere di commercio di Brindisi e Taranto era stata prevista già dal 2018 dall’allora ministero dello Sviluppo economico la fusione tra Brindisi e Taranto, tuttavia si è realizzata concretamente solo nelle ultime settimane dopo aver superato ostacoli, contrasti e ricorsi (dal lato Brindisi al Tar di Bari prima e al Consiglio di Stato poi).

«Abbiamo eletto la giunta e adesso dobbiamo insediarla – annuncia il presidente Cesareo -. Avverrà nei prossimi giorni e da qui parte la nostra operatività. Ci sarà l’incontro con le istituzioni, ci daremo un assetto e saranno assegnate le deleghe. Il programma è pronto, lo stiamo completando con gli ultimi contributi, e come ho detto nel giorno della mia elezione prevede una contaminazione tra territori, settori e professioni con un’inclusione a 360 gradi. Crediamo che insieme possiamo diventare una grande Camera di Commercio e un grande territorio». «Abbiamo un quadro di difficoltà, ma i territori possono stare insieme se pensiamo tutto insieme e animiamo progetti comuni», dice Leonardo Giangrande, presidente Confcommercio Taranto.

«Le Camere di Commercio devono servire alle imprese, sono utili se servono alle imprese, non dobbiamo pensare ai territori, altrimenti se così non fosse, meglio chiuderle e farle diventare uffici decentrati del ministero», così Andrea Prete, presidente nazionale di Unioncamere, che incoraggia il cammino unitario e mette in luce i risultati che le aggregazioni stanno producendo. «La legge è del 2014, eravamo 105 Camere, l’obiettivo è 60 – dice Prete -. Siamo al termine del percorso, la Camera Brindisi-Taranto è una delle ultime ad accorparsi, molte altre lo hanno già fatto. Più di 60 Camere hanno già proceduto ad aggregarsi tra loro. I territori spesso hanno provato a rimanere così com’erano e a non accorparsi. Ma dobbiamo considerare che il diritto annuale è stato dimezzato e quindi gli introiti non sono più quelli che hanno consentito a molte Camere di operare tranquillamente. E poi l’accorpamento ha consentito di fare massa critica tra le Camere, che hanno così avuto un numero di imprese sufficiente a consentire le risorse che servono alle attività di promozione dei territori».