Dopo il Piano casa rinnovato dall’Aula a “sua insaputa”, lo stop al congresso regionale del Pd e le dimissioni di Lopalco, una nuova tegola starebbe per arrivare sulla testa del governatore Emiliano: le dimissioni dell’assessore alla Cultura Massimo Bray. La sua giunta perderebbe così due pezzi da novanta, due personalità che Emiliano aveva esposto come fiori all’occhiello della sua amministrazione. Ma mentre il suo governo viene scosso da questi abbandoni, il “suo civismo”, quello tanto decantato da lui, sta mostrando i segni inquietanti della sua volatilità politica. A Taranto esponenti dei “Popolari” ed elementi vicini alla lista di Emiliano, “Con”, hanno partecipato alla “congiura dei 17” che hanno fatto cadere la giunta di centrosinistra del sindaco Melucci. E a Manfredonia “Con” ha apertamente sostenuto il candidato alternativo al centrosinistra, contribuendo alla sua vittoria. L’ex ministro Francesco Boccia si mostra sorpreso e stizzito dai “giochini” delle civiche e minaccia “risposte dure” da parte del Pd, dopo aver consentito, insieme al segretario pugliese del partito, Lacarra, che Emiliano sguazzasse indisturbato nel mare torbido del civismo, “perché questo allarga il campo e ci fa vincere”. Come Alice nel paese delle meraviglie, Boccia scopre le insidie del civismo, perché, secondo lui, c’è quello buono quando vota insieme al Pd e quello cattivo quando prende altre strade.
L.d.M.


















