di Fernando DURANTE

Quando le ombre della notte questa sera avranno preso possesso del Largo “Lumardu”, luogo in cui è stata costruita la “focara”, a Zollino, si darà avvio alla “Festa de lu Focu”, giunta alla sua 42ma edizione. Quest’anno, l’atteso evento muoverà il primo passo dal sagrato della Chiesa Matrice. Saranno le ore 19:00, quando, i bambini accompagneranno Roberta Marsano, che racconterà la fiaba grica scritta dal regista, Fabrizio Lecce, “Lumè Lumerà – alla luce della festa”, accompagnata dal suono della fisarmonica di Mattia Manco, fino al luogo in cui si procederà all’accensione della grande focara che illuminerà la notte zollinese.

Quella che racconterà Marsano ai bambini, durante il tragitto dalla chiesa al falò, è una fiaba grika, illustrata nel libro da Paola Rollo ed ambientata in un piccolo paese della Grecìa Salentina. La storia di un incontro tra un bambino di nome Lino e una fiammella di nome Lumèra. E’ narrata in duplice lingua (italiano e griko). Un libro destinato ai bambini per riscoprire la bellezza della festa popolare e il senso della solidarietà all’interno delle piccole comunità.

All’arrivo su largo “Lumardu”, sarà accesa la focara (ore 20:00). Tutt’intorno si scateneranno mangiafuoco e giocolieri, mentre si espanderanno i profumi delle pietanze preparate dalle preziose mani delle massaie locali che richiameranno buongustai e curiosi all’assaggio di antichi sapori di cui il paese è antico erede. Fra le proposte culinarie di noto gusto sarà presente la originale, Scèblasti, un antico prodotto da forno che si immagina di ricetta messapica. Irrinunciabile l’assaggio del prodotto agricolo locale più noto nel circondario e dintorni, il “Pisello nano di Zollino”.

Tutto questo è stato possibile, solo grazie all’impegnativo lavoro dei soci dell’omonima associazione della festa, guidata dal presidente, Paolo Tundo. Hanno lavorato duramente per offrire il meglio del paese e costruire il grande falò per l’evento più atteso dell’inverno salentino. La storia della festa parla di una iniziativa proposta da Giovanni Pellegrino. Si voleva dare un’alternativa laica alle numerose iniziative di carattere religioso. Nacque in questo modo quella festa che, oggi, conta 42 edizioni. Nel tempo si è arricchita anche di opere d’arte. Pregevoli le realizzazioni di stufe, peraltro distribuite su tutto il largo, intagliate in bidoni di ferro, opera del compianto Giuseppe Castellano.

Ad accensione avviata, sull’antico largo sarà la musica a prendersi la scena. Tra la gente ed intorno al fuoco sarà il senegalese, Jant Africa, con Meissa Ndiaye e Luigi Colella, percussionista salentino e studioso della cultura tradizionale del West Africa, ad aprire quello che viene ritenuto un viaggio nel mondo dei tamburi e delle percussioni dal sapore africano, suggestiva e coinvolgente. Seguirà Salentrio, un ensemble nato dall’incontro musicale di tre talentuosi protagonisti della scena popolare e world music italiana: Massimiliano De Marco, Luca Buccarella e Roberto Chiga. Per l’occasione, verrà accompagnata da due illustri ospiti: Lamberto Probo e Cinzia Marzo, nucleo storico e creativo degli Officina Zoè. Chiuderà la serata musicale, “Mali ronda ambrò stin lumèra (tradotto dalla lingua grika, Grande ronda davanti al fuoco).