di Fernando DURANTE
La convenzione per la gestione del Centro Anziani di Zollino è scaduta il 31 dicembre. La proroga di tre mesi concessi dall’amministrazione comunale scade il 31 di marzo. Il Centro anziani di Zollino “Nina e Giuseppe Tondi”, entro quella data, chiuderà le attività presenti al suo interno, ufficialmente, per inizio lavori di riqualificazione della struttura, con un impegno di spesa previsto di 810mila euro. Il progetto finanziato risale al 2017. Una presenza, quella del Centro, dono di Vittorio Tondi, già noto pneumologo dell’ospedale V. Fazzi, di Lecce, nativo del luogo.
La protesta per la chiusura è forte. In un paese di poco meno di duemila abitanti, è l’unico centro di socializzazione, rappresenta un vero fiore all’occhiello, invidiato da tutte le comunità circostanti. Questo è il motivo per cui l’annunciata chiusura ha suscitato perplessità, incredulità ed una forte protesta. Conta su circa 300 iscritti.
Domenica mattina, il presidente del Centro, Pino Serafini, ha convocato un’assemblea aperta, e molto partecipata, per annunciare la chiusura. Sullo sfondo, però, c’è anche la gestione di quella che sarà la futura struttura. Per la quale sarebbe pronta, il condizionale è d’obbligo non avendo ricevuto conferme, una cooperativa che sostituirebbe l’attuale. Si sa solo, per quel che ha detto il sindaco, Edoardo Calò, che «vogliamo riportare legalità all’interno del Centro». Il riferimento è alla presenza di uno studio medico all’interno del Centro.
Per andare incontro alle difficoltà dovute all’inizio dei lavori, il sindaco ha annunciato la disponibilità di individuare locali idonei ad ospitare, temporaneamente, alcune attività presenti nel Centro: ginnastica dolce, palestra, coro ecc. «Chiaramente non disponiamo di locali idonei e sufficienti per tutti ma è il momento di ristabilire la legalità nel Centro».
Molti degli interventi successivi -soprattutto da parte di chi ha dato l’anima per quella struttura – hanno suggerito soluzioni al caso ed accusato di ritardi nell’affrontare la problematica. Tema su cui sono intervenuti anche ex sindaci (Chiga, Castellano) accusando dei ritardi, appunto, e suggerendo soluzioni.
«Non sappiamo se, in corso dei lavori», ha risposto l’assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Fuso, a chi suggeriva la soluzione di interventi graduali come sarebbe accaduto per le scuole, «è previsto da Piano di sicurezza».
Resta comunque un rimpianto. Rilevare la profonda ferita, inferta da questo episodio, ad una comunità riconosciuta fra le più accoglienti e socializzanti del circondario.


















