Opera di Yuval Avitar

di Stefania CAROFALO

La Fondazione Biscozzi|Rimbaud, museo di Arte contemporanea a Lecce, ospita sino al 7 gennaio 2024, novanta opere dell’artista israeliano Yuval Avital e lo scorso 28 settembre è stato presentato il catalogo della mostra Lucus a cura di Massimo Guastella.
La presentazione si è svolta alla presenza della Presidente Dominique Rimbaud, dell’artista Yuval Avital, del curatore Massimo Guastella, dell’editore e membro del Comitato tecnico-scientifico Dario Cimorelli e di un nutrito numero di giornalisti e addetti ai lavori.
La Presidente, nella raffinata cornice della biblioteca della Fondazione, apre la serata elencando le motivazioni sulla scelta della data di uscita del catalogo a posteriori all’inaugurazione avvenuta a luglio. La prima motivazione è data dall’inserimento delle foto relative alle ultime opere realizzate a ridosso dell’apertura di Lucus e in seconda battuta la presentazione di Dario Cimorelli quale membro del Comitato tecnico scientifico della Fondazione.

L’albero di Yuval

Lucus

Yuval Avital spiega: «La mostra Lucus è intesa come un grido di dolore, come una ferita ancora aperta inferta al territorio, con la deforestazione del bosco del Salento, attuata dalle civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli, per l’esigenza di coltivazione di prodotti agricoli, a causa del flagello della Xylella e dagli incendi dolosi degli ultimi anni. Tutto ciò crea un varco tra l’umano e l’albero». Poi accenna ad una frase estratta dal Pentateuco, (titolo complessivo dei primi cinque libri dell’antico Testamento), in un passaggio che regola le leggi di battaglia: “Non causate male all’albero di campo perché l’albero è come l’uomo”.

 Il Catalogo

L’editore, Dario Cimorelli, ha stampato il catalogo oltre che in italiano, anche in inglese e in francese. Le 103 pagine contengono: l’Introduzione di Dominique Rimbaud, Presidente della Fondazione, il Racconto di un incontro a cura di Paolo Bolpagni, membro del comitato-tecnico scientifico della Fondazione e l’interessante saggio critico La forestazione estetica di Yuval Avital del curatore Massimo Guastella, in cui l’autore racconta il mondo di Yuval e delinea l’iter ideativo ed espositivo di Lucus, fornendo informazioni utili a comprendere pienamente le sue opere.
«Il catalogo – secondo Avital – deve contenere l’energia presente nella mostra e non solo le foto delle opere, contiene il bosco che non c’è … infatti è popolato da esseri», ne consegue la presenza in catalogo di numerose fotografie delle opere esposte al piano terra, alcune delle quali sono inserite senza un ordine prestabilito ma in stretta collaborazione tra Cimorelli e Avital, nel rispetto dello spirito dell’allestimento della mostra, il che costituisce una variazione al modus operandi della casa editrice.

Il Comitato Tecnico Scientifico

Il ruolo di Direttore unico della Fondazione Biscozzi|Rimbaud è stato trasformato in Comitato Tecnico Scientifico ed è composto da Paolo Bolpagni, Dario Cimorelli, Roberto Lacarbonara e Lorenzo Madaro.
«L’intento del Comitato scientifico – chiarisce Dario Cimorelli – è quello di riuscire stabilire un dialogo aperto con la città e il territorio affinché si perda quel timore che hanno alcuni ad entrare nei luoghi di cultura in cui si espongono opere astratte o di arte concettuale di non facile comprensione». Timore che si perde quando si entra nel museo, si osserva e si comprende che l’arte è davvero per tutti.

Il Bosco di Lecce

Per comprendere le iniziative di Yuval Avital, è necessario conoscere il suo pensiero ideale in quanto   intende l’albero come metafora dell’uomo, che identifica le radici con le origini, il tronco con il presente e i rami protesi al cielo con il futuro.
Yuval considera la collaborazione artistica come un tessuto umano che si può immaginare idealmente come un bosco, perché un bosco non è un connubio tra alberi solitari ma un’interconnessione tra alberi.
Con il Bosco di Lecce, Avital è protagonista di un progetto di arte relazionale di largo respiro, promosso dal Comune di Lecce, con l’Assessorato alla Cultura, con il MUST, Museo Storico della Città di Lecce ed è sostenuta e finanziata dalla Regione Puglia, il Teatro Pubblico Pugliese, il Polo Biblio-museale di Lecce, ideata in collaborazione con la Fondazione Biscozzi|Rimbaud.
Il “progetto di arte relazionale che mette in dialogo l’artista con la città”, è curato da Lorenzo Madaro (Polo Biblio-Museale di Lecce) con il coordinamento di Federica Tornese.
E’ un progetto sociale che unisce arte e collettività suddiviso in tre momenti: bosco, radici e arte materica.
Il bosco interessa alcune zone della città di Lecce: la Parrocchia San Giovani Battista nel quartiere 167b, la Masseria monumentale del XVI secolo Tagliatelle sino a giungere alla marina di San Cataldo con la metamorfosi ideale della collettività in alberi, trasformando la città in un bosco umano che giunge al mare. Radici coinvolge i cittadini leccesi che rappresentano la storia della città. Arte materica concluderà il progetto al Must, con l’esposizione, nel prossimo novembre, delle opere che Avital realizza con la collaborazione della cittadinanza nella settecentesca chiesa di San Giovanni di Dio in via Palmieri a Lecce.

Stefania CAROFALO
Architetto che ama l'Arte e le parole