di Giorgio MANTOVANO
Il 19 febbraio 1933, su “La Voce del Salento”, il diciannovenne Vittorio Bodini presentava così la mostra personale del pittore futurista Domenico Delle Site, che si inaugurava a Lecce lo stesso giorno:

«Non dubitiamo del successo, ma – se questo dovesse venir meno – ci convinceremo che la vera arte e Lecce non sono fatte l’una per l’altra.
Delle Site non presenta mazzi mazzi mazzi di fiori né cocomeri carote pernici pesci o raccontini a colori, ma presenta brani della sua anima profondamente mistica che si manifesta in sinceri quadri sacri (molto più sacri – checché il romano pontefice ne pensi – di molte formose pitture fatte di materia nei passati secoli); in ritratti che ritraggono anche le fattezze fisiche, ma sopratutto le sagome spirituali; in paesaggi dolcissimi in cui lo spirito vorrebbe eternamente villeggiare; finalmente in aereopitture in cui l’anima delle stratosfere, felicemente intuita, si compenetra con quella dei velivoli ebbri di velocità, di conquista dello spazio orizzontale – verticale, di lotta aerea, etc.
La spiritualità del giovane artista è tutta ingenuità, freschezza, passionale dolcezza, e tutte queste caratteristiche si riflettono direttamente, come in uno specchio, nel suo futurismo pittorico, sinceramente originale, lontano da stramberie cerebrali, e – ciò che deluderà l’aspettativa di tutto il ciarrume da caffè – facilmente accessibile da chi abbia il minimo necessario ed indispensabile di sensibilità».
Ed aggiungeva: «(….) per coloro che in buona fede – ch’è poi la posizione più intelligente che si possa assumere verso il futurismo – desiderassero delucidazioni o avessero da fare interessanti obiezioni ( …) il versiliberista Vittorio Bodini e l’aereopittore Domenico Delle Site sono disposti a spiegazioni ed a contraddittori».
Chapeau!


















