Università "Aldo Moro" di Bari

Il rettore dell’università “Aldo Moro” di Bari, Stefano Bronzini, ci riprova. Sogna l’università unica pugliese, con sede a Bari naturalmente e poli tematici distribuiti nelle altre province. Già all’inaugurazione dell’anno accademico del suo ateneo, al teatro “Piccinni” di Bari, il 23 dicembre scorso, Bronzini aveva sottolineato quanto fosse importante una federazione degli atenei pugliesi per pesare di più sui tavoli che contano a Roma. Due giorni fa, il 13 febbraio, partecipando a Bari al congresso della Legacoop Puglia, ha rilanciato e precisato meglio l’idea federalista, pure prevista dall’art. 3 della legge Gelmini: a Lecce le nanotecnologie, a Brindisi l’energia, a Taranto l’archeologia e l’ambiente, a Foggia l’agricoltura, a Bari la sanità, fisica, calcolo e chimica. Una proposta che non tiene conto delle peculiarità geografiche della Puglia, che storicamente si ritrova nei tre poli territoriali della Terra d’Otranto (Salento), Terra di Bari e Capitanata. Perché uno studente salentino dovrebbe andare a Foggia per studiare agricoltura, o viceversa un foggiano andare a Lecce a studiare nanotecnologie? Con un sistema di mobilità che non brilla in Puglia, gli studenti troverebbero più conveniente spostarsi direttamente negli atenei del nord o del centro Italia. Senza cadere nei campanilismi, dunque, ma prendendo atto della logistica, la Puglia non può prescindere dall’avere tre poli universitari, tutti e tre importanti e di eccellenza, che potrebbero sì collaborare tra di loro, ma senza fondersi in una sovrastruttura federalista cui cedere sovranità. Tre poli che potrebbero certamente allearsi con spirito confederativo per obiettivi comuni, in una visione di complementarietà formativa e di ricerca articolata nella regione.

L.d.M.