Vorrei porre alla vostra attenzione un fatto di ordinaria follia, sicuramente non l’unico accaduto in questi giorni. Ve lo illustro cercando di coinvolgervi e chiedendo il vostro parere: come può un cittadino pugliese presentare domanda a giugno 2020 ed essere ricontattato dopo un anno e mezzo circa per una proposta che fa acqua da tutte le parti?
Vi spiego. In Regione abbiamo un assessore ai Servizi sociali che è del Movimento 5 stelle, ripeto M5S. Quelli che hanno introdotto loro il reddito di cittadinanza, per precisione.
In piena pandemia il presidente Emiliano urlò con tutta la sua voce che nessuno sarebbe rimasto indietro.
Era il periodo di una forte crisi economica durante la quale si alzarono decine di misure di emergenza per far fronte alle difficoltà di tante famiglie.
Non tutti percepivano il reddito di cittadinanza ma, in poco tempo, molti si ritrovarono con le attività chiuse per via del lockdown.
Fu così che il nostro governatore ripristinò dal cassetto il Reddito di dignità.
Dignità.
Ora, ditemi di grazia, come si fa ad accettare una proposta che la prima cosa che questa misura ti toglie è proprio la dignità?
Inclusione sociale, prestare 20 ore settimanali, 4 ore al giorno, per beneficiare di 500 euro al mese per un anno. A conti fatti viene poco più di 5 euro l’ora senza contare che si tratta di lavori di pulizia da fare fuori dal Comune di Squinzano perché qua non ci sono aziende o enti che hanno aderito. Neanche la tariffa sindacale.
Ma davvero pensano che così un cittadino cresce, si integra e ha dei benefici?
Altra cosa importante: non hanno tenuto affatto conto del curriculum dei richiedenti perché altrimenti per aspettare un profilo adeguato sicuramente sarebbe passato almeno un altro paio di anni.
Per chiudere vi chiedo: se per contrastare i disagi economici di alcuni nuclei familiari hanno proposto questo reddito di dignità pensano davvero che queste persone con 10 euro “puliti” al giorno (esclusi sabato e domenica) possono risolvere i propri problemi?
Mi aspetterei una risposta valida. Ovviamente non da voi ma da chi ha impostato questa misura. Intanto mi viene da commentare con una sola parola: VERGOGNA!
Bernardetta Pennetta

Gentile lettrice, la realtà concreta, quella vissuta quotidianamente sulla pelle dei cittadini, purtroppo, si rivela spesso molto lontana da provvedimenti istituzionali che, pur nella bontà delle intenzioni, talvolta hanno solo il sapore di propaganda elettorale. (L.d.M.)