Gentile Direttore,
non pretendo certo di conoscere le dinamiche di operatività di Pugliapromozione rivolte agli addetti del settore, non facendone parte ormai da anni. Il dubbio che le citate dinamiche non esistano, trovano conferma nel fatto che, siccome al giorno d’oggi tutto viene messo in rete, in questo caso nel pescato non vi è granché o proprio nulla, se non la tradizionale scarpa vecchia. Del resto il nuovo spot commissionato dall’anzidetto Ente al regista corregionale Rubini è abbondantemente pubblicizzato e, forse, è questa la strada intrapresa dalla massima istituzione del turismo pugliese: fare vedere la veste appena apprettata che nasconde una biancheria intima sdrucita.
La notizia del 1961 che ti invio non per una ritrovata nostalgia, apparsa sulla Voce del Sud, a mio avviso contiene un modo di operare che tendeva a raggiungere un obiettivo comune che, oggi, mi sembra smarrito e concentrato su operazioni edulcorate e fine a sé stesse. Percepisco uno spirito di collaborazione e di “cordata”, di comunità d’intenti e di mutuo soccorso, di coinvolgimento per riconosciute competenze. O è una mia impressione? Tra l’altro, scomparsi gli Enti Turistici ossia le strutture territoriali che si interessavano di politica e amministrazione turistica, con chi dialoga la sede centrale barese di Pugliapromozione e a chi trasmette le sue linee guida della sua programmazione?
Ripropongo il periodo seguente, lasciando da parte le notizie relative a provvedimenti di natura legislativa:
«Particolare attenzione è stata rivolta all’iniziativa dei “Villaggi turistici”, per la quale si è auspicato un più organico intervento del Ministero competente. […] Fra le iniziative di propaganda di più immediata realizzazione, è stata valutata positivamente la preparazione di un “Calendario regionale delle manifestazioni turistiche” di Puglia, da diffondere in Italia e all’estero.
È stata poi accolta la proposta dell’EPT di Brindisi di sollecitare la costituzione di commissioni regionali auspicate […] per la salvaguardia e il risanamento dei centri storico-artistici. Di dette commissioni dovrebbero far parte anche i rappresentanti qualificati degli EE.PP.T., i quali, per operare nel settore economico del turismo, hanno specifica competenza del problema. Le commissioni regionali, secondo la proposta fatta propria dagli EE.PP.T. di Puglia, dovrebbero inizialmente individuare i centri o i comuni che rivestono particolare importanza dal punto di vista storico-artistico. Operata la selezione iniziale, le commissioni, avvalendosi di necessari strumenti giuridici, dovrebbero effettuare dei sopralluoghi presso i singoli comuni prescelti e, in collaborazione con tecnici specializzati, sottoporre alle amministrazioni comunali interessate, adeguati suggerimenti per la formazione di piani regolatori e di risanamento conservativo che rispettino principi e norme sancite dai provvedimenti legislativi che dovrebbero essere adottati in materia».
Rossella Barletta


















