Tornano i riti della Settimana Santa in nel Grande Salento con un ricco programma di eventi religiosi in molti Comuni. A cominciare da Taranto dove le due processioni che si susseguono il Giovedì e il Venerdì Santo, promosse dalle storiche confraternite della città, quella dell’Addolorata e San Domenico e quella del Carmine, restano tra le più suggestive e partecipate. A Gallipoli è tutto pronto per le processioni quella dei Mister del Venerdì Santo detta anche processione “de L’Urnia” e quella della notte del Sabato Santo, processione della Desolata con i Cristo morto. L’altro appuntamento da non perdere è quello di Francavilla Fontana con la sfilata dei “pappamusci”. Momenti di grande partecipazione e suggestione religiose avvengono anche a Brindisi, Alezio, Casarano, Castellaneta, Cocumula, Galatone, Grecìa Salentina, Grottaglie, Maglie, Martano, Mesagne, Mottola, Nardò, Oria, Ostuni, Parabita, Pulsano, Specchia, Squinzano, Torre Santa Susanna.

Taranto
I Riti santi a Taranto iniziano alle 15:00 del Giovedì Santo, quando la confraternita del Carmine inizia il pellegrinaggio tra le parrocchie del borgo umbertino e della Città Vecchia per adorare gli Altari della reposizione. A mezzanotte del giovedì Santo prende il via la prima processione, quella dell’Addolorata, con la statua della Vergine vestita di nero che cerca il figlio tra i vicoli di Taranto. La processione, con i penitenti e le donne con i ceri in mano accompagnati dalle bande che suonano le marce funebri vanno avanti fino al primo pomeriggio del venerdì santo. La processione è nota anche come la “nazzicata” proprio perché si muove con passo avanti e uno indietro come fosse un ballo. Alle 17:00 del Venerdì Santo prende il via invece la processione con più di 250 anni di storia: dalla chiesa del Carmine “escono” Troccola, Gonfalone, Croce dei Misteri e otto statue che raccontano le ultime ore di vita di Gesù, si susseguono insieme ad oltre un centinaio di confratelli del Carmine e quattro complessi bandistici.

Gallipoli
Il Venerdì Santo le celebrazioni iniziano già al tramonto quando dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso prende il via la processione detta de “L’Urnia” – organizzata dall’omonima Confraternita – che evoca la passione e la morte di Cristo. La processione si snoda per le strade del centro storico della cittadina ionica accompagnata da fedeli e “penitenti” scalzi e quelli che si percuotono con la “disciplina” per espiare i propri peccato. La processione va avanti fino alle 2 del mattino fino a raggiungere il bastione nei pressi della chiesa del Santissimo Crocefisso dove avviene la benedizione. La Settimana Santa a Gallipoli si chiude cn la processione dedicata a Cristo Morto e alla Madonna della Croce, anche conosciuta come Desolata. Rito che avviene quasi in contemporanea con la fine della processione del Venerdì Santo. Pare sia il momento più suggestivo dei riti della settimana quando alle prime luci dell’alba la statua della Madonna incontra quella del figlio morto. Dunque intorno alle 3 del mattino del Sabato Santo infatti i fedeli si ritrovano nei pressi della chiesa della Purità da dove parte appunto la processione della Desolata. In spalla la statua del Cristo Morto adagiata su un’urna impreziosita con oro zecchino attraversa la città seguita dalla statua della Desolata. La processione si chiude con la benedizione delle statue nello spazio davanti alla Chiesa della Purità.

Francavilla Fontana
Tra gli eventi da non perdere la processione della Settimana Santa. Il Giovedì Santo si entra nel vivo dei riti e dopo la celebrazione della Santa Messa, detta “in Coena Domini”, i confratelli della chiesa del Carmine, chiamati “Pappamusci”, con la tonaca e incappucciati, scalzi e con un bastone in mano, iniziano il Sacro e antichissimo pellegrinaggio, visitando le chiese di Francavilla e pregando in ginocchio davanti al Repositorio detto “Sepolcro”. Tale rito è tramandato dai Frati Carmelitani, i quali, quando andavano in Terra Santa, accompagnavano i pellegrini a visitare i luoghi della Passione di Cristo. La notte del giovedì, un gruppo di confratelli con la “trenula” (antico strumento dal suono particolare) accompagnati da due musicisti, intonano una “nenia” presso l’uscio di casa dei più anziani: priore, ex priori e benefattori, per invitarli alla processione del venerdì.

Specchia
Venerdì 29 marzo prossimo, alle 21:00, dalla Chiesa Madre di Specchia, in Piazza del Popolo, guidata dal Parroco, Don Antonio Riva, prenderà avvio la Processione del Cristo morto e dell’Addolorata. La sera del Venerdì Santo, una partecipata processione, con gli iscritti alle associazioni religiose vestiti “in nigris” (in abiti neri), attraverserà il borgo antico e si snoderà per le strade principali della cittadina, con le due tradizionali e antiche confraternite specchiesi, che quest’ anno, riprendendo un’antica tradizione, parteciperanno al rito religioso con i confratelli con il cappuccio abbassato sul volto, lasciando solo due fori per gli occhi e nella mano una lanterna con la candela accesa all’interno. Al centro della processione, tra le due lunghe file laterali di consorelle e confratelli, precederanno le due statue, prenderanno posto quattro “penitenti”, anch’essi con il cappuccio abbassato sugli occhi e coperti in volto, a piedi nudi, vestiti con l’abbigliamento della penitenza di biblica memoria, con un cordone annodato legato alla vita, da far pendere sul lato destro, senza far conoscere la propria identità ai numerosi fedeli che seguono o che aspettano il passaggio della processione lungo le strade di Specchia, ciascuno trasporterà sulle spalle una pesante croce in legno d’ulivo, percorreranno tutto il tragitto della processione per espiare i propri peccati o per manifestare pubblicamente il loro impegno di espiazione per i peccati del mondo e di pacificazione sociale.