Il Comune di Santa Cesarea prevede di pubblicare entro fine anno il bando per affidare a un privato la gestione a lungo termine dell’intero complesso termale, compreso il nuovo centro Mammoccione. Il sindaco Pasquale Bleve e il neo presidente del consiglio d’amministrazione della SpA Terme, Adriano Bono, hanno fatto il punto del procedimento in quarta commissione (Sviluppo economico) del Consiglio regionale, nell’audizione convocata dal presidente Francesco Paolicelli su richiesta del capogruppo “La Puglia domani”, Paolo Pagliaro.
Il bando di gara è in fase di redazione, con riguardo in particolare al piano economico finanziario – non ci sarà “spacchettamento” – per affidare un “gioiello”, come tutti concordano, a un gestore privato che si auspica possa rilanciarlo al meglio. La Regione Puglia concederà una proroga tecnica sull’acquisizione delle quote di proprietà pubblica in capo al Comune di Santa Cesarea, che verserà 13 milioni 770mila euro per il corrispettivo delle azioni regionali.
Dati positivi dell’attività 2021 rispetto all’anno precedente, su cui la pandemia ha inciso pesantemente. Dal 24 maggio le Terme hanno riaperto, nel rispetto di tutti i protocolli anti Covid, tanto l’attività curativa che la ricettività. Settembre, ottobre, novembre sono mesi di “alta stagione” per il settore: il bilancio definitivo dell’andamento si potrà fare a dicembre, intanto la società può contare sulla liquidità assicurata dalla piena operatività.
Il 20% delle acque è a disposizione di strutture alberghiere e turistiche del territorio, sul “modello Ischia”.
Gli stipendi al personale sono una priorità. Al momento sono in arretrato solo le quattordicesime, in via di erogazione con le rimesse che pervengono dall’Asl.
I rappresentanti del Comune, della SpA e i dirigenti della Regione hanno risposto alle osservazioni dei consiglieri regionali Pagliaro, Di Bari e Tutolo, sulla partecipazione regionale, sulla governance della società ed altre ipotesi di gestione e gara.

Pagliaro: «Attendiamo il bando per la gestione entro fine anno, ma serve piano di rilancio complessivo»

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.
«Finalmente si dirada la nebbia sul futuro delle Terme di Santa Cesarea, grazie ai chiarimenti ottenuti oggi in commissione turismo e industria alberghiera, nell’audizione convocata su mia richiesta. Innanzitutto abbiamo conosciuto il nuovo presidente del cda delle Terme, l’imprenditore locale Alessandro Bono, eletto da appena tre giorni. Così come abbiamo avuto garanzia sull’imminente pagamento delle due mensilità arretrate e delle quattordicesime con le fatture in riscossione.
Abbiamo anche chiesto conto dell’andamento della stagione termale in corso, che trova il suo fulcro proprio nel trimestre settembre-novembre, e le risposte ricevute ci confortano su un trend positivo fin dalla ripresa delle attività, avvenuta a fine maggio scorso dopo lo stop dovuto alla pandemia.
Il nodo resta però l’affidamento della gestione del complesso termale. Ci è stato assicurato che il bando verrà pubblicato entro fine anno, con qualche anticipazione: riduzione del periodo di concessione a lungo termine da 80 a 40 anni, ristrutturazione del nuovo centro termale – il cosiddetto Mammoccione in abbandono e vandalizzato – a carico del nuovo soggetto gestore e paletti tecnici in via di definizione, per redigere un avviso pubblico che risulti appetibile e possa intercettare l’attenzione di grandi società del settore termale. Ci sarebbero già due manifestazioni d’interesse informali – ha dichiarato il sindaco di Santa Cesarea, Pasquale Bleve – e questo lascia ben sperare, nonostante le perplessità sulla via della privatizzazione imboccata dalla Regione Puglia, socia di maggioranza delle Terme, determinata a cedere le proprie quote al Comune a fronte del pagamento di ben 13 milioni e 770mila euro. È una cifra molto ingente, di cui il futuro concessionario della gestione delle Terme dovrebbe farsi carico subito, oltre agli investimenti necessari per la ristrutturazione e il rilancio degli immobili. Anche su questo sono stato chiaro, ribadendo il mio No alla sciagurata ipotesi di spacchettamento dei beni delle Terme. No, condiviso oggi pubblicamente dal sindaco e questo non può che confortarci.
Il complesso termale è un’autentica meraviglia, un gioiello meritevole della massima valorizzazione. Ed ogni azione dev’essere mirata a questo obiettivo, sul modello Ischia, che tante volte ho indicato come traccia da seguire per il rilancio delle Terme di Santa Cesarea, con la messa a disposizione delle acque sulfuree per tutte le strutture ricettive e i centri benessere che ne facciano richiesta, non solo a Santa Cesarea anche nelle località vicine, per mettere in comune un patrimonio di cui tutti possano giovarsi come attrattore turistico.
Il settore delle cure, già zoccolo duro, deve procedere di pari passo con lo sviluppo del comparto benessere: anche questo è un punto fermo da cui partire. Ma senza garantire la raggiungibilità delle Terme – l’ho ripetuto anche oggi – nessun progetto potrà realmente decollare, perché arrivare a Santa Cesarea in auto è una corsa ad ostacoli su una mulattiera, peraltro con l’obbligo di attraversare il centro in assenza di una circonvallazione. Anche arrivarci in treno è un’impresa, con mezzi che ancora vanno a gasolio. E dall’aeroporto del Salento mancano collegamenti diretti. Ecco perché insisto sulla necessità di una pianificazione complessiva, con la precisa idea che questo polo debba essere valorizzato e promosso, e sono pronto a chiedere una nuova audizione non appena il bando per la gestione sarà pubblicato».

Di Bari: «Ripensare il bando per la gestione per evitare il rischio che vada deserto»

«Le Terme di Santa Cesarea sono un tesoro che va valorizzato per potenziare l’offerta turistica del Salento. Oggi il sindaco di Santa Cesarea in commissione ha spiegato che entro novembre sarà approvato il piano economico finanziario ed entro fine anno verrà pubblicato il bando per affidare la gestione delle terme a un privato. Un bando che, stando alle informazioni ricevute sia oggi che nelle precedenti commissioni, sembrerebbe eccessivamente poco appetibile per eventuali offerte, per questo oggi assieme al collega Tutolo abbiamo manifestato le nostre perplessità, chiedendo di pensare a una manifestazione di interesse pubblico per la presentazione di progetti di rilancio. In questo modo si metterebbe a bando la proposta ritenuta migliore da Regione e Comune di Santa Cesarea e si avrebbe la garanzia che lo stesso non vada deserto. I paletti tecnici di cui si  è parlato oggi, possono essere modificati, per una maggiore tutela e rilancio di un bene così prezioso». Lo dichiara la capogruppo del M5S e delegata al turismo Grazia Di Bari a margine delle audizioni sulle Terme di Santa Cesarea in quarta commissione.
«Questa è stata una stagione di rilancio per le terme – continua Di Bari – dopo un anno terribile, ma non basta. Serve un cronoprogramma preciso per la valorizzazione del complesso, che punti anche sul settore del wellness fino ad ora trascurato. Parallelamente serve migliorare strade e infrastrutture per raggiungere Santa Cesarea, avere una valutazione del patrimonio delle terme e parte del patrimonio deve essere restituito  per quanto possibile al comune, mi riferisco a :marciapiedi, strade, beni immobili. Una richiesta che mi è stata fatta anche dagli operatori del settore che ho incontrato qualche settimana fa e con cui io e il collega Cristian Casili abbiamo un dialogo costante. Le Terme sono un patrimonio non solo per il Salento, ma per tutta la Regione e da troppo tempo i lavoratori, gli imprenditori, attivisti del M5S e cittadini della zona attendono un rilancio che creerebbe ricadute positive su tutto l’indotto».