Temporaneo stop Giochi del Mediterraneo 2026 e modifica progetti: tramonta l’Acquario Green ma si consolida il Centro sport nautici alla Torpediniere. I privati provano a rilanciare l’area degli ex Tosi.
di Fabio CAFFIO
Nell’agosto del 2019 un comunicato del CONI annunciava che «L’assemblea annuale del CIJM (Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo), riunitasi a fine agosto in Grecia a Patrasso, ha assegnato la XX edizione dei Giochi alla città di Taranto; ha altresì spostato la data – che sarebbe dovuta cadere nel 2025 – all’anno successivo». Era presente a Patrasso anche il Governatore della Puglia, Michele Emiliano, a testimoniare il sostegno della Regione (Bari ha tra l’altro ospitato nel 1997 la XIII edizione dei Giochi).
Nel momento in cui si addensa qualche nube sull’evento per via della cancellazione nella legge di bilancio del finanziamento governativo, c’è da sperare che la Regione – la quale cofinanzierà, assieme al Comune, allo Stato ed ai privati parte delle iniziative si attivi per rimediare. Pare, comunque, che si tratti di una situazione transitoria: i fondi verranno poi stanziati con altro strumento legislativo. Quel che lascia perplessi è tuttavia l’incertezza su alcuni progetti che avrebbero dovuto essere la “vetrina” dei Giochi.

Com’è noto, si prevedeva di fare degli ex Cantieri Tosi in Mar Piccolo un acquario ed un polo degli sport acquatici. A quel che risulta, in seguito ci sono stati dei cambiamenti. La struttura è stata acquistata da un privato (Gruppo Jolly) il quale, oltre a riattivare le attività navalmeccaniche, vorrebbe «… prepararsi all’appuntamento dei Giochi del Mediterraneo ospitando, con le indicazioni del Comune, in una virtuosa sintesi tra istanze pubbliche e capitali privati, diverse discipline sportive nella riqualificata area boschiva… E’ avviata un’interlocuzione con la Marina Militare per entrare in possesso di materiale fotografico, e oggetti dalla valenza storica, che potrebbero dare il via all’allestimento del Museo del Mare» (da CosmoPolis 19.2.21).
Il progetto dei Tosi elaborato dal Comune è stato sostituito da quello relativo alla Stazione Torpediniere, nel frattempo passata dalla Marina all’Autorità di sistema portuale. Qui si era ipotizzato di realizzare il precedente acquario ma in modalità “green” (dal costo di 50 ml.), abbinandolo al centro per gli sport nautici di vela e canottaggio. Poi, altro cambiamento: a quanto sembra, niente più acquario (i fondi sono stati dirottati alla riqualificazione del molo ex Belleli) ma solo il centro nautico da costruire ove era ormeggiato il “Veneto”, vicino alla Porta Arsenale.

Oramai consolidato è il progetto dello “Stadio del nuoto” a Torre d’Ajala. Non c’è invece un chiaro indirizzo sull’idea di un Museo del Mare che fa spesso capolino qua e là, anche se non rientra nelle opere da realizzare per i Giochi. Manca una precisa ipotesi su cosa esporre, uno studio di fattibilità economico-finanziaria ed una valutazione delle varie potenzialità locali (in primis, Marina, Talassografico, Soprintendenza nazionale patrimonio culturale subacqueo, Ionian Dolphin Conservation ). E non si sa quale scegliere tra le tante sedi disponibili, come la Mostra Storico Artigiana (Mo.S.A.) o le officine dismesse dell’Arsenale, la Stazione Torpediniere, gli ex Cantieri Tosi. L’Arsenale potrebbe presto ampliare la superficie espositiva -nell’ambito delle iniziative per la sua musealizzazione ex Legge 20-2015 – con nuovi spazi dedicati alla Mo.S.A. e con l’esposizione di reperti archeologici subacquei in un’officina dismessa. Se così fosse, si creerebbe un Museo del Mare diffuso in più sedi, compresa quella che la società acquirente dei Tosi intende riservare alla storia della Marina, magari incentrandola sulle vicende dei 47 Sommergibili costruiti nei cantieri tarantini tra le due guerre.
Insomma, tutto lascia pensare che non ci si debba preoccupare per il futuro dei nostri Giochi che si svolgeranno anche fuori Taranto, a Brindisi e Lecce. La bocciatura del finanziamento in Commissione Bilancio indica, piuttosto, che l’evento è considerato non prioritario, forse perché l’incertezza programmatica ne ha offuscato l’immagine. La sfida per la nostra Città sarà far sì che l’attuale vuoto politico non si traduca in inerzia. Tutte le componenti cittadine (pubblica informazione, istituzioni, imprenditoria privata e Marina) dovranno impegnarsi attivamente per un evento destinato a rilanciare Taranto.


















