Gigi Specchia

di Fernando DURANTE

Sternatia piange la morte di uno dei suoi figli più cari e noti. A 76 anni è deceduto nella sua casa di piazza Dante, Gigi Specchia, uno dei più noti ed apprezzati pittori salentini. È volato ad abbracciare quella Signora che, nelle ultime notti di vita, confidava ad un amico, “mi viene sempre incontro a braccia aperte nel corso di un sogno tanto reale da farmi allungare le braccia per stringerla a me”. Se ne è andato nel corso della notte scorsa, in punta di piedi, come ha sempre vissuto. Era un cattolico praticante. Nella sua disarmante umiltà, nascondeva uno spessore culturale di notevoli contenuti. Passava notti insonni ad inseguire la realizzazione di uno dei suoi tanti sogni da trasferire sulla tela. Quando ciò avveniva era una ineguagliabile opera d’arte. I suoi quadri sono presenti in numerosi grandi musei, nazionali ed internazionali. Fortemente legato al suo paese, rimproverava agli studiosi locali, “che pure ci sono”, confidava agli amici, il disinteresse verso il paese che lui invece, amava con tutto se stesso. Tanto che, quando richiesto, non disdegnava di donare le sue opere a tutta la comunità. Negli ultimi anni, cercava in ogni parte d’Italia testimonianze di un pittore salentino, poco noto, ma, a suo giudizio uno dei più grandi, sottovalutato, per molti sconosciuto. Parlava di Vincenzo Ciardo, pittore nativo di Gagliano del Capo. Quando da qualche parte arrivava qualche scritto, corrispondenza o quadro, per lui era festa. Chiamava gli amici per renderli partecipi alla sua felicità. Ultimamente era addolorato per quanto accadeva ai migranti. Per la strage di Cutro, d’istinto, aveva segnato pochi strazianti segni in bianco e nero, su un cartoncino, capaci di scuotere le coscienze. Tutta la comunità piange la sua dipartita. Domani, alle ore 14:30 si terranno i funerali nella chiesa Matrice, partendo dalla casa dell’estinto in piazza Alighieri.