Col Sì, la riforma triplica le spese per gli organi di autogoverno della magistratura. Al posto del Csm attuale, infatti, ce ne saranno due: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, a cui si aggiungerà anche un’Alta corte, per i provvedimenti disciplinari. In pratica si passerà dai circa 60-70 milioni attuali a oltre 200 milioni, tenendo conto che ci sarà bisogno di altre due sedi (pm e alta corte), oltre a quelle delle scuole, con le relative spese di gestione. Un conto salato, insomma, per i cittadini.
L.d.M.


















