Fin dal suo nascere, abbiamo definito questa rivista come un “giornale indipendente ma non neutrale”, perché, di fronte all’ipocrisia di chi si autodefinisce “imparziale” e portatore della “verità”, preferiamo l’onestà intellettuale di chi dichiara il proprio punto di vista, pur nel rispetto di quello altrui, in un confronto democratico delle idee. Quindi, è un giornale che prende posizione, e mai, come in occasione di un referendum, bisogna schierarsi, non si può stare nel mezzo, perché è la natura stessa della consultazione referendaria che ti obbliga a prendere posizione. Non ci siamo sottratti a questo dovere, schierandoci dalla parte della Costituzione e dell’indipendenza della Magistratura, perché la riforma di Gelli e di Berlusconi, realizzata dalla destra di Meloni, non può essere una riforma in linea con i dettami e i valori della nostra Costituzione, che vuole la Giustizia non sottomessa alla politica, sia di destra sia di sinistra, nel rispetto del sacro principio liberale della divisione dei poteri. Abbiamo scelto di votare NO, e a metterci la faccia, perché pensiamo che è necessario fermare la deriva trumpiana dell’Italia, fermare il sovranismo, che fa rima con imperialismo, anticamera di guerre e di cancellazione dello stato di diritto nel mondo. L.d.M.