E’ sotto gli occhi di tutti quanto il traffico sia uno dei problemi più gravi che attanagliano la nostra bella città, come pure è sotto gli occhi di tutti quanto grande sia l’impegno di questa amministrazione per mitigare e risolvere il quotidiano assedio delle auto.
Come cittadino che quotidianamente percorre le strade di Lecce, infatti, non posso che dare atto del fatto che questa amministrazione stia profondendo ingenti risorse, sia sotto il profilo economico che sotto quello progettuale, per fronteggiare il problema.
La celebrazione della settimana della mobilità mi dà l’occasione per offrire uno spunto di riflessione che finora, a mio avviso, è stato trascurato, ma che mi tocca da vicino, e cioè la mobilità dei disabili e in genere di chi abbia difficoltà di deambulazione.
Il principale strumento che questa amministrazione sta adottando per contrastare il traffico cittadino, infatti, non è praticabile a chi abbia le suddette difficoltà; non sono utilizzabili da loro le biciclette a pedalata assistita né gli scooter elettrici né, tanto meno, i monopattini. Le piste ciclabili in alcuni casi sottraggono stalli di sosta riservati, provocando a questa categoria di utenza un danno, e non una agevolazione.
E allora, premesso che la mobilità autonoma di qualunque cittadino è un obiettivo da perseguire per migliorare le condizioni di vita e il livello dei servizi, occorre che nel ripensare la mobilità sostenibile si pensi anche alla mobilità sostenibile di chi non può inforcare una bicicletta.
Accanto alla grande progettazione del PEBA, necessariamente di lungo respiro, ed in attesa di esso, occorre che si adottino provvedimenti immediati, che facilitino la mobilità autonoma dei cittadini con difficoltà di deambulazione.
In primo luogo, ripensare gli stalli di sosta riservata, incrementandone la presenza in prossimità degli uffici di maggior interesse; a solo titolo di esempio, evidenzio come in prossimità degli uffici comunali di Piazza S. Oronzo vi sia un solo stallo, mentre in prossimità del Tribunale penale non ve ne sono. Curarne la segnaletica, in molti casi sbiadita e poco evidente, il che incrementa l’abuso, e soprattutto incrementare la sorveglianza tramite la Polizia locale per garantirne il rispetto.
In secondo luogo, penso che accanto alle centinaia di monopattini, biciclette a pedalata assistita e scooter elettrici si possano mettere a disposizione dei cittadini con difficoltà di deambulazione veicoli specifici, quali tricicli e scooter per disabili, il che consentirebbe, con una spesa tutto sommato minima, rispetto l’entità delle risorse che si stanno impiegando, di muoversi liberamente in città senza utilizzare necessariamente l’auto.
Pongo alla Vostra attenzione questa mia proposta, certo che la saprete valutare attentamente, con il più puro spirito collaborativo e invio cordiali saluti, restando a disposizione qualora voleste aprire sulla questione un momento di approfondimento.

Piergiorgio Provenzano